SVIZZERA. Berna entra nel corridoio logistico militare dell’UE

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La neutrale Svizzera ha aderito al progetto europeo sulla mobilità militare, volto a rimuovere gli ostacoli durante i movimenti militari e ad accelerare i tempi di viaggio all’interno dell’UE. Il progetto PESCO UE – PErmanent Structured COoperation, formato nel 2018, funziona come un forum attivo tra 29 nazioni, guidate dai Paesi Bassi, per lo scambio di informazioni e best practice in merito ai miglioramenti della mobilità militare, ossia il trasporto su strada, ferrovia, aria e vie navigabili interne. 

Spostare attrezzature e truppe può rivelarsi un compito complesso e difficile; queste missioni logistiche sono spesso ritardate da problemi amministrativi e infrastrutturali: formalità doganali o strade e ponti stretti, riporta AirForceTechnology.

Inoltre, ci sono altre forme di minacce ai movimenti logistici transfrontalieri, ad esempio, la comunità di intelligence occidentale ha precedentemente messo in guardia dalle crescenti minacce informatiche russe al flusso critico di assistenza alla sicurezza alleata diretto in Ucraina. La rimozione di questi ostacoli è solitamente responsabilità di ogni singolo paese. Il progetto PESCO aiuta i paesi partecipanti a coordinare e scambiare informazioni sui loro sforzi nazionali.

Unendosi al progetto, la Svizzera mira a migliorare i processi amministrativi attraverso una maggiore “standardizzazione”. Ciò dovrebbe favorire l’unità attorno all’apparato di difesa del paese alpino.

Nel 2024, si è formato un nuovo corridoio di trasporto militare, che attraversa Paesi Bassi, Germania e Polonia, nato dalla preoccupazione per la fornitura regolare di truppe e attrezzature all’Europa orientale. In particolare negli Stati baltici, dove gli alleati della NATO esercitano una persistente presenza collettiva avanzata.

Nelle zone settentrionali della NATO, che si estendono da Norvegia, Svezia e Finlandia, dal Mare del Nord al Baltico, è stato istituito un altro corridoio di trasporto militare nel giugno 2024. Vale la pena notare che i tre partner settentrionali sono membri sia del progetto PESCO Military Mobility che della NATO.

“In precedenza, abbiamo pensato in termini di nord-sud quando pianificavamo il trasporto di personale e attrezzature militari”, ha affermato il primo Ministro norvegese, Jonas Gahr Støre. “Ora penseremo anche in modo più ampio a ovest-est”.

Oltre all’alleggerimento dei movimenti transfrontalieri, si stanno svolgendo anche esercitazioni di trasporto, come la Steadfast. Una notevole prova generale ha avuto luogo sull’isola danese di Bornholm nel Mar Baltico, area al cento di confronti navali tra NATO e Russia.

La Sesta flotta statunitense e l’esercito danese hanno coordinato un convoglio che trasportava un lanciamissili modulare containerizzato. Si dice che il sistema portatile basato a terra aumenti la flessibilità della Marina nello spostare e distribuire sistemi d’arma per supportare la sicurezza marittima lungo le linee di comunicazione marittime. Un esempio è lo statunitense Aegis on shore. 

Antonio Albanese

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