Svezia, scende il numero dei detenuti

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SVEZIA – Stoccolma. A seguito di un susseguirsi di riforme della legislazione penale, la Svezia registra per il 2012 il più basso numero di detenuti degli ultimi 11 anni.

Paradossalmente, la riforma sostanziale del sistema penale si era avuta nel 2010, quando sotto diversi aspetti furono inasprite le pene per i crimini più efferati; facendo al contempo stimare allo Swedish Prison and Probation Service che, nell’ambito del nuovo e più severo quadro legislativo, la Svezia avrebbe necessitato di 700 nuovi posti nelle proprie prigioni.

Attualmente tuttavia, il fenomeno sembrerebbe aver preso la piega opposta a quella prevista. Le nuove statistiche del Prison and Probation Service mostrano infatti che il numero di persone detenute nello scorso anno è stato il più basso dal 2001; ossia dall’epoca del ministero della giustizia presieduto dal socialdemocratico Thomas Bodström. Le proiezioni da qui al 2013 confermerebbero inoltre il trend decrescente, mostrando un’ulteriore diminuzione dell’11% del numero totale dei detenuti.

Le ragioni vanno ricercate nelle fattispecie, sempre più numerose, in cui i pubblici ministeri decidono di archiviare il caso, previa cauzione o ammenda da parte dell’imputato, evitando, ove possibile, ulteriori spese processuali o detentive. L’altra modalità va invece ricercata nella sospensione della sentenza in cambio del servizio alla comunità. Senza contare che, alla radice, la percentuale di eventi devianti è in sé diminuita; anche a dispetto di una statistica inficiata dalla maggiore propensione dei cittadini svedesi a denunciare i crimini.