SUDAN. Sospesi i corrispondenti stranieri che raccontano le proteste

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Il Sudan ha congelato le credenziali di due giornalisti, uno che lavora per il saudita Al Arabiya, che questo mese è stato brevemente arrestato per la copertura delle proteste antigovernative, ha detto la stessa al Arabiya e le autorità sudanesi.

«Il Foreign Information Council ha monitorato le prestazioni del corrispondente di Al Arabiya e il congelamento continuerà fino a quando non sarà effettuata una revisione dello status di entrambi i giornalisti», ha fatto sapere il ministero dell’Informazione di Khartum.

Il Consiglio, supervisionato dal Ministero, si occupa di organizzazioni di media stranieri. Al Arabiya ha identificato il suo corrispondente come Saad el-Din Hassan. La testata ha detto che Hassan è stato brevemente arrestato e interrogato per la sua copertura delle proteste che hanno scosso il Sudan per oltre un mese.

Dopo il suo rilascio, Hassan aveva scritto sul suo account Twitter che il suo telefono personale era stato confiscato, così come la sua licenza stampa. Ha aggiunto che i funzionari della sicurezza gli avevano ordinato di tornare la mattina seguente per completare l’indagine.

All’epoca, Hassan disse di essere stato costretto ad aspettare circa otto ore, senza accuse o procedimenti legali, per poi essere interrogato per circa cinque minuti, dove gli era stato chiesto di parlare della sua copertura delle proteste.

I manifestanti hanno chiesto di porre fine alla governo trentennale del presidente Omar al-Bashir, accusandolo del peggioramento della crisi economica del paese. Il funzionario non ha identificato l’altro giornalista, ma Bahram Abdel-Moneim, corrispondente dell’agenzia turca Anadolu, che si occupa anche delle proteste, ha detto a Reuters che le sue credenziali sono state revocate.

«Il consiglio di informazione straniero mi ha chiesto di consegnare la carta, che mi autorizza a lavorare come corrispondente della stampa, fino a nuovo avviso», ha detto il corrispondente di Anadolu. 

La sospensione include anche Osama Sid Ahmed, Ahmed Ahmed Al-Reheid e il fotografo Badawi Bashir di Al-Jazeera.

Inoltre, la corrispondente di Al-Jazeera inglese Hiba Morgan era stata vittima della sospensione, ma il suo caso era stato rivisto e le è stato concesso di tornare a lavorare. 

Tommaso dal Passo