SUDAN. Il Wagner group e i militari russi sono a Khartum

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Mosca il 28 gennaio ha dichiarato di aver inviato “istruttori” in Sudan, dove i manifestanti protestano da settimane contro il presidente Omar al-Bashir, a seguito di segnalazioni di avvistamenti di soldati di lingua russa a Khartoum.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov non ha specificato chi fossero gli “istruttori”, ma ha detto che si trovavano in Sudan «in modo assolutamente legittimo (…) Ci sono davvero degli istruttori, lavorano da un po’ di tempo, da molto tempo», ha detto Peskov ai giornalisti. «Tutto rientra nel quadro delle relazioni bilaterali Russia-Sudan, in modo assolutamente legittimo». «Naturalmente i nostri istruttori sono in Sudan», ha detto il vice ministro degli Esteri Mikhail Bogdanov, ripreso da Interfax: «Ci sono istruttori sia privati che statali a cui è stato chiesto di aiutare a preparare il personale», ha detto Bogdanov, riporta Strait Times.

La settimana scorsa il portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova aveva detto che «i rappresentanti delle imprese di sicurezza privata» stavano lavorando in Sudan, ma non avevano «nulla a che fare con le strutture governative russe». Aveva detto che stavano addestrando il personale del Sudan, definizione che potrebbe riferirsi alle forze dell’ordine o militari.

Il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato Bashir lo scorso luglio a Mosca, dove il leader sudanese ha detto che la Russia sta svolgendo un ruolo importante nella «preparazione del personale militare sudanese» nel quadro della cooperazione bilaterale.

L’opposizione a Bashir, al potere da circa trent’anni, nelle ultime settimane si è trasformata in manifestazioni nazionali, con decine di morti per violenza e un massiccio dispiegamento della polizia antisommossa. Secondo il britannico The Times, i mercenari russi in Sudan fanno parte del cosiddetto gruppo di sicurezza privata Wagner.

Alla fine del 2018 sono stati segnalati decine di uomini Wagner nel paese africano; il gruppo è stato attivo anche nella Repubblica Centrafricana.

Anna Lotti