Sud Corea – Giappone, meno moneta straniera sui mercati

60

SUD COREA – Seul. 27/06/13. Giappone e Sud Corea hanno finalmente deciso di porre fine a parte del loro contratto di currency swap, più volte esteso per mitigare gli effetti della crisi del 2008 sui mercati finanziari asiatici. La dimensione totale del contratto si ridurrà da 13 miliardi a 10 miliardi il mese prossimo.

 

L’accordo è stato raggiunto nel dicembre 2008, con l’intento di incrementare temporaneamente l’importo massimo dei contratti di swap yen-won da 3 miliardi a 20 miliardi di equivalente in dollari e mitigare i problemi di liquidità dei mercati finanziari, consentendo un accesso affidabile alla valuta estera. Tale misura di emergenza avrebbe dovuto avere fine già nel febbraio 2010, e invece è stata prorogata più volte fino ad oggi. Nell’ottobre 2011 il contratto di currency swap era stato ampliato, con scadenza a un anno, fino a raggiungere i 70 miliardi di dollari; nell’ottobre 2012 è poi tornato a valere 13 miliardi di dollari.

Questa decisione sembra sia stata presa in un periodo tra i peggiori per i rapporti politici tra Giappone e Corea del sud. I rapporti si sono incrinati dall’agosto scorso, quando il presidente sud coreano Lee Myungbak, in visita nelle isole contese tra i due paesi (Takeshima-Dokdo), ha mostrato le sue perplessità nei confronti del rifiuto da parte del governo giapponese di porgere delle scuse forti per la schiavitù sessuale forzata di donne coreane durante il secondo conflitto mondiale.

Ancora, c’è stato un nuovo raffreddamento nelle relazioni tra i due paesi dopo l’elezione del nuovo primo ministro giapponese Shinzo Abe, avvenuta lo scorso dicembre; Abe avrebbe messo in discussione l’invasione degli altri paesi da parte del Giappone durante il periodo di espansione imperiale. Il responsabile del team internazionale sulla stabilità finanziaria presso la Banca di Corea, Parco Joon-Suh, ha rifiutato di commentare se i fattori politici hanno contribuito alla riduzione del contratto di swap, ma la coincidenza fra le due questioni fa supporre ciò. Parco si è limitato a spiegare le ragioni dell’iniziativa di ridurre il contratto swap, ossia la mancanza della necessità di estendere l’accordo, date le condizioni economiche e finanziarie attuali in entrambi i paesi, aggiungendo che secondo i due governi l’impatto di tale decisione sui mercati finanziari non sarà grande.