Caffè arrugginito

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GUATEMALA – Città del Guatemala 27/03/2014. La ruggine, che colpisce il 53 % delle piantagioni di caffè in America Centrale, ha causato la perdita di circa 243 milioni di dollari nel biennio 2012-13, causa la riduzione delle esportazioni.

Ad annunciarlo il 26 marzo, il Segretariato per l’integrazione economica centroamericana (Sieca), riporta il canale televisivo Ntn24. Secondo la Sieca, sulla base dei dati dell’Organizzazione internazionale del caffè (Ico), l’Honduras è il paese più colpito della regione, con perdite per un totale di 90,9 milioni di dollari, pari al 44,8 % del totale. In ordine decrescente, seguono Costa Rica e Nicaragua, con 46 milioni ciascuna, Guatemala (28,3 milioni), El Salvador (25,9 milioni) e Panama (6,3 milioni). «In generale, la produzione di caffè centroamericano nel 2013 è inferiore a quello registrato nella precedente fase di diffusione della ruggine di 3,5 milioni di sacchi di 46 chili, di cui circa 96,2 % si spiegano proprio con l’effetto della stessa ruggine», si legge nel rapporto. Inoltre, la partecipazione della regione nel mercato globale si è ribassata, dal 11,1% all’8% dal 2011 al 2013. «Circa l’83% della produzione di caffè in America centrale è votato all’esportazione, tuttavia, la capacità di esportazione della regione ha segnato una tendenza al ribasso negli ultimi anni», lamenta la Sieca. Le principali destinazioni delle esportazioni di caffè centroamericano nel 2013 sono gli Stati Uniti (36,3%), Germania (15,4%), il Belgio e il Lussemburgo (9,7%), Giappone (8,7%) e il Canada (5,7%). Nonostante le prospettive negative, la Siec ha previsto che un aumento dei prezzi internazionali delle varietà aromatiche «può diventare un fattore di compensazione per i produttori regionali». Nella precedente stagione, ottobre 2012 a settembre 2013, le esportazioni di caffè dell’America Latina avevano registrato una crescita del 4,47%, con un fatturato di 29,3 milioni di sacchi da 60 chili, ben al di sopra dei 28,1 milioni della stagione 2011-2012. La Colombia, al contrario, è l’unico dei nove paesi latinoamericani che ha registrato un aumento delle esportazioni di caffè nei primi cinque mesi della stagione attuale, che ha avuto inizio nel mese di ottobre 2013, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Invece, secondo un rapporto della National Association Guatemala Coffee (Anacafé ), le esportazioni della Colombia, tra ottobre 2013 e febbraio 2014, ha raggiunto 4,8 milioni di sacchi da 60 chili con un incremento del 35,66% rispetto ai 3,5 milioni di sacchi della scorsa
stagione. Secondo il rapporto, le vendite all’estero dei nove paesi latinoamericani nel loro complesso hanno registrato un calo del 5,72 %: 10,3 milioni di sacchi da 60 chili rispetto ai10,9 milioni nel periodo precedente. Secondo il documento, le esportazioni di El Salvador sono scese del 57,52%, seguito dal Messico (47,84%), Nicaragua (47,30%), Repubblica Dominicana (30,81%), Costa Rica (20,39%), Honduras (18,21%), Guatemala (17,34 %) e Perù (8,19 %). Il significativo aumento delle esportazioni di Colombia, quasi la metà del totale, hanno attenuato l’impatto del crollo del’export a livello regionale causato dalla ruggine, malattia che colpisce lo sviluppo della pianta del caffè e ha iniziato a diffondersi nella regione da poco più di un anno, senza però essere stata controllata fino ad oggi.