STRISCIA DI GAZA. Hamas nega la tregua con Israele. Gerusalemme fa lo stesso

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Il gruppo palestinese Hamas ha negato di aver avuto colloqui per una tregua con Israele. «Confermiamo che l’assedio e le sanzioni sono ancora in corso e che il nemico sionista non ha rispettato tutti i diritti dei precedenti negoziati con l’Egitto», ha detto Hamas in una dichiarazione, ripresa da Anadolu. Hamas ha invitato tutte le parti ad «assumersi le proprie responsabilità per fermare l’assedio e revocare le sanzioni imposte alla Striscia di Gaza, sia da parte di Israele che dell’Autorità Palestinese».

Il 29 dicembre, la Tv israeliana Channel 12 aveva detto che erano stati fatti progressi nei negoziati per un accordo di armistizio a lungo termine tra Israele e Hamas. Hamas ha rifiutato di fermare le operazioni in Cisgiordania come parte dei negoziati per concludere l’armistizio, aveva detto nello stesso giorno il canale ufficiale israeliano Kan. Egitto, Onu e Qatar hanno condotto consultazioni per diversi mesi per raggiungere una tregua tra le fazioni palestinesi a Gaza e Israele, basata sull’allentamento del blocco giunto al dodicesimo anno imposto sulla Striscia in cambio della cessazione delle proteste organizzate dai palestinesi vicino al confine con Israele.

Anche il governo israeliano ha smentito il cessate il fuoco con Hamas, ponendo come condizione essenziale la restituzione dei prigionieri israeliani e i corpi dei soldati caduti a Gaza, ha detto il ministro degli Esteri Yisrael Katz: «Non ci sarà un accordo senza il ritorno dei prigionieri e dei soldati scomparsi, ma ci potrebbe essere la calma», ha detto Katz alla Radio dell’esercito.

Il tentativo mediato dall’Egitto per un accordo di cessate il fuoco non significa che «il lupo vivrà con l’agnello», ha detto Katz, »Questo è un tentativo di creare una sorta di calma a breve termine (…) Hamas è un’organizzazione omicida con un’ideologia omicida, ma deve prendere decisioni pratiche a breve termine (…) Non sono sicuro che funzionerà. Ci sono fattori ribelli (…) Non possiamo accettare una mancanza di tranquillità nel Sud o in qualsiasi altro luogo», ha detto Katz, ripreso dal Jerusalem Post.

Per mantenere Israele più sicuro, il governo sta esaminando la possibilità di un accordo di cessate il fuoco a breve termine, ha detto il Ministro.

I commenti di Katz sono arrivati un giorno dopo che il consigliere per la sicurezza nazionale Meir Ben-Shabbat ha informato il Gabinetto di Sicurezza sui progressi verso un accordo di cessate il fuoco a lungo termine con Hamas, che ha detto che fermeranno le rivolte settimanali della “Grande Marcia del Ritorno” al confine con Israele per i prossimi tre mesi.

Il cessate il fuoco mediato dall’Egitto comporterebbe l’allentamento degli scambi commerciali di Gaza da parte di Israele, compreso l’aumento dei permessi di ingresso e l’ampliamento della zona di pesca intorno alla Striscia, oltre a consentire la costruzione di un gasdotto per il gas naturale e una maggiore assistenza medica.

I media di Gaza riportano che Israele permetterà l’ingresso a Gaza di nuovi pneumatici, che sono stati vietati per due anni, da quando sono iniziati i disordini al confine e hanno anche riferito che Israele permetterà l’importazione di barche da pesca, autobus e fertilizzanti a Gaza e l’esportazione di fragole.

Luigi Medici