STATO ISLAMICO. Il Califfato si prepara ad una nuova fase operativa

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Tra le notizie postate sui social media recentemente, ma non confermate da ISIS, c’è quella secondo cui Fabien Clain sarebbe stato ucciso in Siria a Baghuz, mentre il fratello sarebbe gravemente ferito. Sono i due francesi accusati di terrorismo di cui si erano perse le tracce nel 2014, anno del loro trasferimento in Siria, a Raqqa. Si tratta di uno dei “padri fondatori” di Isis in Francia, nonché voce delle trasmissione radiofoniche di Radio al Bayan in lingua francese, oltre che essere stato lui a rivendicare l’attentato del 13 novembre 2015 al Bataclan.

Nel frattempo si allarga il parco linguistico del Califfato: nasce la pagina del Califfato in lingua somala, con un nashir in lingua somala. Vengono riportate tutte le notizie e i reportage fotografici, nonché tradotte le infografiche di An Naba 170.

Nel numero 170 di An Naba, settimanale dello Stato Islamico, si è parlato dell’attacco a Marsiglia, che i francesi hanno voluto minimizzare, come attacco ISIS; ampia eco ha avuto il repost del discorso di al Baghdadi del 23 agosto 2018 che segna l’evoluzione del Califfato e in cui incita al combattimento dal titolo significativo: And Give Glad Tidings to Those Who Are Patient. Il discorso è orientato al jihad nei paesi esteri e quindi è una chiamata a sconvolgere la società e terrorizzare i cittadini. Insieme a questo discorso i canali pro Daesh hanno mandato on line, per l’ennesima volta l’assetto del Califfato, il video, anch’esso datato, è sottotitolato in inglese.

Daesh dunque è pronta a una nuova mutazione che sarà quella delle cellule sparse per il mondo pronte a emergere e a combattere quando le circostanze esterne saranno a loro favorevoli. Pronti a creare nuovi nuclei Daesh in aree del mondo non sorvegliate per poi dare vita a tante aree del Califfato in diverse aree del globo, l’importante è superare la crisi attuale che potrebbe far perdere di appeal il Califfato.

Tra le grafiche ISIS più cliccate e tratte da An Naba, c’è quella dedicata alle mine da piantare nei terreni, anche questo è un segno di un nuovo tipo di lotta, più nascosta sì, ma non meno pericolosa. Specializzarsi in attentati contro forze dell’ordine e pattuglie isolate facendo in questo modo parlare di sé, mantenendo il terrore tra la popolazione.

Sono ritornati on line i messaggi in cui si parla di rinnovata fedeltà ad al Baghdadi e i link a canali pro Daesh. Infine sono stati numerosi gli incoraggiamenti a resistere fatti ai jihadisti al  fronte.

Redazione