STATO ISLAMICO. DAESH attacca esercito siriano, milizie iraniane e russi in Siria

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Nonostante l’annuncio della sconfitta dello Stato Islamico, e nonostante le numerose campagne lanciate da tutte le parti in Siria, Daesh rappresenta ancora una minaccia. Sul campo, le cellule Isis abbiano ripreso le loro attività nel deserto siriano, la Badiya. Le operazioni militari si sono intensificate al punto che non passa quasi un giorno senza che Daesh compia un’imboscata, un assassinio o un attacco in diverse aree della Badiya, che si estende su Raqqa, Hama, Homs, Deir ez-Zor e fino a Suwayda.

Queste operazioni prendono di mira la sicurezza e il personale militare delle forze governative, le milizie iraniane e le forze russe. Nonostante le numerose campagne lanciate dalle varie parti in Siria contro Isis, la sia capacità di offesa rimane intatta, il che indica che ha recuperato quasi pienamente le proprie capacità, riporta Zamanalwsl.

La social sfera siriana riporta numerose notizie di eventi cinetici collegati a Daesh: le forze governative hanno partecipato ai funerali di tre membri, tra cui un capitano, uccisi il 6 giugno da una mina Isis mentre erano a bordo di un veicolo su una strada sterrata che collega la città di al-Sukhna e Athreya nel deserto orientale di Homs. Il 3 giugno, un generale di brigata dell’esercito governativo siriano è stato ucciso in scontri con Daesh ad al-Sukhna, a est di Homs, nel deserto siriano. Lo stesso giorno, Isis ha anche attaccato siti appartenenti al gruppo Qatirji, che è vicino al governo, nel deserto di Qadisiyah a est di Raqqa: tre membri sono stati uccisi e molti altri sono stati feriti.

Inoltre, media e social media hanno riferito il 2 giugno che un consigliere militare del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche e i suoi compagni sono stati uccisi in un’imboscata di Daesh sulla strada tra le città di Deir ez-Zor e Palmira, nella campagna di Homs; il giorno prima, 1° giugno, è stata segnalata l’uccisione di tre membri della milizia filogovernativa Liwa al-Quds e dalla cattura di un altro membro in un attacco dei mujadidin Daesh al quartier generale e ai posti di blocco delle milizie iraniane nel deserto di Sukhna.

Sempre i media locali hanno riferito il 30 maggio che un gruppo affiliato al governo siriano, composto da 30 membri, è scomparso il 27 maggio nel deserto di Palmira, nella campagna orientale di Homs. Due giorni dopo, il 29 maggio, i corpi di 13 membri di questo gruppo sono stati trovati scaricati vicino al campo petrolifero di Arak, nella campagna orientale di Homs. Il resto dei membri del gruppo è ancora disperso.

Il 17 maggio, un convoglio di sette veicoli militari che trasportava circa 40 membri di una milizia iraniana è stato attaccato. Cinque membri del convoglio sono stati uccisi, altri sono stati feriti e tre sono ancora dispersi.

Le cellule Daesh sono state in grado di superare la loro fase di esaurimento e di ritrovare l’elemento sorpresa per lanciare attacchi, come testimonia la frequenza e il successo delle loro azioni. Hanno anche beneficiato della natura della vasta regione della Badiya e delle sue montagne, valli e numerose grotte. Le cellule hanno acquisito una conoscenza completa dei dettagli del terreno di Badiya, delle strade e dei luoghi di riparo. Ricorrono ad una tattica ben precisa, l’incursione: muoversi in piccoli gruppi, usare armi leggere, colpire e ritirarsi immediatamente. Piantano mine intorno ai siti vitali del regime, come i pozzi di petrolio, i depositi di fosfato, i siti militari e le postazioni fisse, e gli accampamenti principali che comprendono le basi di rifornimento e trasporto. Questo rende insicure le strade utilizzate per i rifornimenti e la logistica alla periferia delle città controllate dal regime e dalle sue forze alleate.

Baladi news network riporta che: «I movimenti di Isis dipendono dalla rete di tunnel che ha scavato nella zona. Questo rende difficile tracciare i suoi movimenti. Daesh scommette anche sul conflitto di interessi tra le forze iraniane e russe schierate nella zona per combatterlo. Queste forze non si sono coordinate quando hanno ritirato alcune truppe. Questo fatto ha permesso alle cellule di Daesh di ritirarsi o di colpire le forze rimanenti. Isis ha anche approfittato del fatto che alcune fazioni, come l’ottava brigata sostenuta dalla Russia, hanno rifiutato di prendere parte alle operazioni anti Isis (…) La Russia cerca di eliminare la presenza iraniana nella regione. Vuole imporsi come partner degli Stati Uniti nella lotta contro Daesh. Nel frattempo, gli attacchi israeliani sono regolarmente lanciati contro obiettivi iraniani in tutta la Siria».

Le cellule Isis nella Badiya usano le linee di rifornimento fluviali per assicurarsi nuove reclute, armi e mine dalle loro aree di schieramento alla regione dell’Eufrate settentrionale e orientale controllata dalle Forze Democratiche Siriane, Sdf. Un gran numero di membri di Daesh provengono dalle tribù della Badiya, il che li rende familiari con la natura della regione e capaci di adattarsi e vivere nelle sue difficili condizioni climatiche.

Tommaso Dal Passo