STATO ISLAMICO. DAESH 1441: il bilancio di un anno di terrorismo

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L’anno islamico 1441 si è da poco concluso e questo ha permesso allo Stato Islamico di Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi di tirare le somme sull’operato dei propri mujaheddin nei dodici mesi appena trascorsi. La ‘sede preposta’ per questo bilancio è ovviamente il settimanale ufficiale di ISIS, An-Naba, arrivato il 27 agosto 2020 alla sua 249° uscita.

In questo specifico numero, il Califfato dedica l’infografica di chiusura proprio alle operazioni del 1441, riportando nello specifico il numero, oltre che le vittime (morti e feriti), i veicoli distrutti e/o danneggiati, i siti militari nemici distrutti e/o danneggiati, così come altre importanti dettagli, già noti e riportati durante tutto l’anno nelle infografiche settimanali intitolate appunto Harvest of the Soldiers. Dall’infografica relativa al 1441, si apprende che lo Stato Islamico, prima sotto la guida di Abu Bakr al-Baghdadi e poi di Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi, avrebbe condotto nell’ultimo anno islamico circa 4.700 operazioni a seguito delle quali sarebbero stati uccisi e feriti oltre 15.500 nemici del Califfato.

Per Daesh sono da segnalare, ad esempio, l’uccisione e il ferimento di oltre 8.700 murtaddin, di 4.378 rafidi, 1534 crociati e di oltre 400 nusayiri. Queste vittime – secondo quanto riporta il Califfato – si sarebbero registrate in Iraq (4.404), in Africa occidentale (4141), nello Sham (2271), nel Khurasan (1601), in Sinai (966), in Africa centrale (881), in Yemen (528), nel Sud-Est Asiatico (445), in Somalia (122), 92 in Pakistan e in altre località (61). In termini di operazioni, la regione più colpita risulta essere l’Iraq (2123), seguita dallo Sham (1064), dall’Africa occidentale (565), dal Sinai (228), dal Khurasan (198), dallo Yemen (135), dall’Africa centrale (120), dal Sud-Est Asiatico (69), dalla Somalia (51) e da altre province (59).

È da ricordare che queste operazioni sono il frutto di una lunga e costante attività del Califfato in moltissime aree del globo che, in alcuni casi, sono state fatte rientrare in delle vere e proprie campagne come la ‘Battaglia in vendetta di al-Baghdadi e al-Muhajir’ di dicembre 2019 e la ‘Battaglia di Attrito’ che ha visto a metà maggio la sua terza edizione mentre a fine luglio la sua quarta.

In conclusione, possiamo affermare che lo Stato Islamico è ancora forte e presente a livello globale, nonostante la ‘comunità internazionale’ continui ad affermare che sia stato sconfitto.

Redazione