STATI UNITI. Iron Dome pronto negli States e schierato in Medio Oriente

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L’azienda americana Raytheon Technologies e l’israeliana Rafael Advanced Defense Systems hanno costituito una joint venture per costruire il sistema di difesa missilistica Iron Dome negli Stati Uniti. Con il nome di Raytheon Rafael Area Protection Systems, la partnership è in fase di costituzione per la costruzione di un primo impianto Iron Dome “all-up-round” negli Stati Uniti. La struttura costruirà sistemi Iron Dome, l’intercettore e lanciatore Tamir e il missile SkyHunter (la versione statunitense del Tamir), secondo un comunicato della Rafael, ripreso da DefenceNews.

Tamir e SkyHunter sono in grado di intercettare missili da crociera, velivoli senza pilota, razzi, artiglieria, mortai e altro. La partnership prevede di finalizzare la localizzazione del sito entro la fine dell’anno. Rafael e Raytheon hanno avuto una lunga collaborazione per lo sviluppo e la produzione di Iron Dome. Il sistema è ampiamente diffuso in Israele e, secondo Rafael, è «il sistema più utilizzato al mondo con oltre 2.500 intercettazioni operative e un tasso di successo superiore al 90%». L’Esercito degli Stati Uniti ha scelto Iron Dome come capacità provvisoria per contrastare i missili da crociera mentre continua a sviluppare una futura capacità di protezione da fuoco indiretto, Ifpc, per contrastare droni, razzi, artiglieria e mortai.

Il Congresso ha dato l’assenso per l’acquisto di due batterie per coprire le lacune della difesa missilistica da crociera, e un altro set di due batterie se l’Esercito non avesse trovato una via d’uscita. Anche se l’Esercito ha detto che non acquisterà sistemi Iron Dome come parte del programma Ifpc, c’è la possibilità di incorporare parti di Iron Dome nella soluzione finale.

L’Esercito prevede di mettere in campo Iron Dome entro la fine dell’anno, ma ci vorrà ancora del tempo per addestrare le truppe sul sistema prima dello schieramento. Alcuni legislatori stanno esortando l’Esercito a dispiegare rapidamente i sistemi in Medio Oriente, sostenendo che gli Stati Uniti e le forze della coalizione hanno bisogno di protezione dall’Iran e dai suoi delegati.

Luigi Medici