STATI UNITI. Anche i dollari saranno Trumpizzati

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Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato l’intenzione di apporre la firma del Presidente Donald Trump su tutte le nuove banconote statunitensi.

Si tratterebbe di una novità assoluta per un presidente in carica, poiché tradizionalmente le banconote statunitensi recano le firme del Segretario del Tesoro e del Tesoriere, non del Presidente, riporta AP.

È l’ultimo esempio di come Trump abbia voluto dare il suo nome e la sua immagine a istituzioni culturali americane, dopo averle rinominate, tra le altre cose, l’Istituto per la Pace degli Stati Uniti, il Kennedy Center e una nuova classe di navi da guerra

Questi piani si inseriscono in un contesto più ampio, legato al tentativo di far coniare una moneta con il volto di Trump, un’iniziativa che ha suscitato critiche poiché la legge federale vieta di raffigurare un presidente vivente sulla valuta statunitense.

All’inizio di questo mese, una commissione federale per le arti ha approvato il progetto definitivo per una moneta commemorativa in oro 24 carati con l’immagine di Trump, destinata a celebrare il 250° anniversario dell’America, il 4 luglio. La votazione della Commissione statunitense per le Belle Arti, i cui membri sono sostenitori del presidente repubblicano e da lui nominati all’inizio di quest’anno, si è svolta senza obiezioni.

Il Dipartimento del Tesoro afferma che il piano di includere la firma di Trump su tutte le nuove banconote è inteso a onorare il 250° anniversario della nazione e che anche la firma del Segretario del Tesoro Scott Bessent comparirà sulle banconote.

Bessent ha dichiarato in un comunicato che “non c’è modo più efficace per riconoscere i successi storici del nostro grande Paese” che con banconote in dollari statunitensi recanti il ​​nome di Trump.

Michael Bordo, direttore del Center for Monetary and Financial History della Rutgers University, ha affermato che la mossa susciterà senza dubbio reazioni politiche, “ma non so se abbia oltrepassato alcun limite legale”, dato che il Segretario del Tesoro potrebbe avere l’autorità di decidere chi firma le banconote.

Nel 1862, il Congresso autorizzò il Segretario del Tesoro a progettare e stampare banconote, note come “greenbacks”, per finanziare la Guerra Civile.

L’Ufficio di Stampa e Incisione degli Stati Uniti (U.S. Bureau of Engraving and Printing) è responsabile della produzione di tutta la cartamoneta, mentre la Zecca degli Stati Uniti produce tutte le monete. Secondo la Federal Reserve, sono in circolazione oltre 2 trilioni di dollari in banconote della Federal Reserve.

I Democratici hanno criticato la decisione, in parte perché l’annuncio arriva in un momento in cui gli americani si trovano ad affrontare l’aumento dei prezzi di generi alimentari e benzina. La guerra in Iran, iniziata il 28 febbraio, ha fatto impennare i prezzi del petrolio e del gas, aggravando le preoccupazioni dei cittadini in merito alla loro capacità di spesa.

Il tesoriere statunitense Brandon Beach ha dichiarato in un comunicato che stampare la firma di Trump sulla valuta americana “non è solo appropriato, ma anche meritato”.

Maddalena Ingrao

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