SRI LANKA. Il paese è nel caos: Cina e India sono le ancore di salvezza

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Lo Sri Lanka sta vivendo giornate di fuoco. Il presidente dello Sri Lanka Gotabaya Rajapaksa e la sua famiglia, infatti, stanno affrontando un’esplosione senza precedenti di proteste di strada, che mettono in dubbio il loro futuro.

Il tracollo economico nell’isola dell’Oceano Indiano, afflitta dal debito e situata in posizione strategica, è la causa apparente della rabbia popolare. “Go Home Gota” è diventato un grido di protesta, poiché i cittadini frustrati concentrano la loro rabbia sul presidente e i suoi parenti, che costituiscono il clan politico più influente del paese. Il gabinetto del presidente Rajapaksa si è dimesso e la sua coalizione di governo ha subito defezioni, che le hanno tolto la maggioranza in parlamento.

Il presidente ha già detto che non ha intenzione di dimettersi. Eppure le scene a Colombo assomigliano a quanto già visto per altri paesi asiatici. Ecco cinque cose da sapere sulla rabbia contro i Rajapaksa, riporta Nikkei.

Gotabaya Rajapaksa, 72enne, ha vinto le elezioni presidenziali del novembre 2019, segnando il ritorno della famiglia Rajapaksa al potere. Gotabaya ha prosperato sull’immagine che ha creato come potente segretario alla Difesa durante la presidenza di suo fratello maggiore Mahinda, che ha gestito la sconfitta dei ribelli separatisti delle Tigri Tamil, mettendo fine a 30 anni di guerra civile. Gotabaya ha una visione ultranazionalista per lo Sri Lanka che dovrebbe diventare uno stato a base etnica.

Mentre Mahinda, nominato primo Ministro dopo le elezioni del 2019, è rimasto il patriarca del clan e il politico più popolare del paese, Gotabaya è un personaggio più “effervescente che non tollera critiche. L’immagine da duro ha fatto sì che venisse coinvolto nell’affaire legato alle squadre della morte filogovernative e nella scomparsa di decine di oppositori.

Il suo stile di governo si basa su comandi piuttosto che sulla costruzione del consenso e si serve di consiglieri scelti tra i militari. A più di un anno dalla sua presidenza quinquennale, Gotabaya sembrava invincibile. Un trionfo nelle elezioni generali del 2020 ha visto il suo partito Sri Lanka Podujana Peramuna assicurarsi la maggioranza in parlamento. Il partito ha approfittato di questa manna elettorale per far passare il XX emendamento alla costituzione, dando a Gotabaya poteri ancora più ampi.

La rabbia popolare è stata scatenata dalla carenza di cibo, dalle lunghe interruzioni di corrente, dalla scarsità di medicine e dalla mancanza di carburante; in tutto il paese, lo stile di vita che molti abitanti davano per scontato è evaporato.

Il governo ha ignorato gli avvertimenti di economisti indipendenti su un’incombente mancanza di dollari a causa della pandemia e del blocco del turismo e dei traffici, mentre il governo ha continuato a usare le scarse riserve estere per pagare gli obbligazionisti internazionali piuttosto che comprare beni essenziali per il paese.

Un simile disprezzo è stampo mostrato verso i coltivatori di riso, un gruppo elettorale che in precedenza si era radunato dietro Gotabaya; quando nel giro di ore, ad aprile 2021, il presidente ha vietato l’uso di fertilizzanti chimici per i fertilizzanti organici. L’annuncio è stato uno shock per le comunità agricole, che si sono rivoltate contro il loro ex eroe politico.

Questa rivolta è diversa dalle precedenti: la rabbia per le difficoltà economiche e la corruzione si sta diffondendo, senza alcun accenno alla politica di partito. I giovani hanno il potere dei loro smartphone e la portata dei loro social network, mentre le proteste quotidiane stanno attirando folle che tagliano le divisioni etniche e religiose.

Gotabaya ha detto che non si dimetterà, ma il suo governo è nel caos: due ministri delle Finanze si sono dimessi in una settimana. Le riserve utilizzabili da 81 miliardi di dollari sono diminuite a 600 milioni di dollari, sufficienti per poco più di una settimana di importazioni. Se l’inflazione alimentare, che ha raggiunto il 30% a marzo, aumentasse ancora, questo porterà ancora più gente nelle strade.

Il destino di Gotabaya dipende dall’India e dalla Cina, le due potenze asiatiche che si contendono l’influenza in Sri Lanka. La diplomazia del suo governo è riuscita ad attrarre circa 2,5 miliardi di dollari in un pacchetto misto di aiuti dall’India da gennaio: Nuova Delhi vede un’opportunità per espandere i legami di sicurezza con un paese in cui la Cina ha fatto progressi attraverso la Belt and Road. Ma Pechino dovrebbe aprire una linea di credito di 1,5 miliardi di dollari per lo Sri Lanka, così come un prestito di 1 miliardo di dollari.

Antonio Albanese