La ripresa parte da San Pietroburgo?

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RUSSIA – San Pietroburgo, 23/6/13. Si è concluso ieri il Forum Economico di San Pietroburgo, che dal 1997 si tiene annualmente per riunire esperti di finanza ed economia internazionale oltre ai leader di vari paesi. Quest’anno a partecipare sono stati circa 5000 specialisti finanziari e responsabili di industrie bancarie, provenienti da più di 70 paesi diversi.

Il tema principale ha riguardato la necessità di collaborare per la ripresa dell’economia mondiale, il cui corso sta raggiungendo livelli preoccupanti. È emerso il bisogno da parte della comunità internazionale di intraprendere azioni decisive e consistenti per la ripresa economica, possibile solo se avviene la collaborazione tra i vari partecipanti. Non c’è infatti nessun paese che da solo decida dell’economia di tutto il mondo, né vi devono essere paesi che siano nell’ombra o a traino di altre economie nazionali. Il presidente Putin ha dichiarato la necessità di agire con disciplina, analizzando una scelta migliore di quali siano le priorità, cercando di concentrare le risorse sia per lavori a lungo termine sia per risolvere problemi imminenti. Il presidente ha sottolineato come bisogna concentrarsi sulle basi del sistema economico, ovvero sugli investimenti, l’innovazione e la produttività. I vari partecipanti si sono dimostrati d’accordo sulla necessità di abbassare i costi nei settori finanziario, delle infrastrutture e management. Il vice premier cinese ha sottolineato l’importanza di eliminare qualsiasi forma di protezionismo e di aprire la macroeconomia nazionale ad una maggiore collaborazione globale. Bisogna rafforzare il ruolo del G20 e delle economie in crescite, gli stessi mercati in espansione devono però dimostrarsi più attivi nello scenario economico internazionale. Una ripresa è possibile solo se si riesce a vincere la corruzione, permettendo anche una maggior trasparenza nei mercati.

I risultati maggiori del forum si sono visti anche in termini economici. Si stimano sia circa di  300 bilioni di dollari il valore degli accordi economici presi, che in totale ammontano a più di 100. Tra i più significativi vi è la firma dell’accordo di 25 anni tra la russa Rosneft e la China National Petroleum Corporation, del valore di circa 270 bilioni di dollari. La Cnpc ha inoltre acquistato dalla russa Novatek il 20% del progetto inerente il gas liquido Lng Yamal. L’interesse nella stipulazione di accordi tra Russia e Cina si è quindi intensificato, e dimostra procedere con serie intenzioni, riguardando non solo il campo energetico, quanto anche il settore high tech.

Rosneft ha inoltre stipulato un accordo con Electricity of France per il passaggio di Lng  sulla rotta del South Stream, confermando il ruolo della Russia nel settore energetico europeo.