Nuovo caso di spionaggio negli Usa

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STATI UNITI D’AMERICA  – Washington 11/02/2014. Il Federal Bureau of Investigation ha comunicato che un ex sottufficiale della marina statunitense è stato condannato a 30 anni di carcere accusato di essere una spia della Russia. 

Robert Patrick Hoffman, 40 anni (nella foto), è stato arrestato nel dicembre del 2012, due mesi dopo che aveva tentato di passare informazioni riservate sui metodi utilizzati per tracciare i sottomarini statunitensi a persone che egli credeva fossero spie russe ma che erano in realtà agenti dell’Fbi sotto copertura. 

Hoffman, già condannato all’ergastolo, è stato condannato il 10 febbraio da una corte federale di Norfolk, in Virginia. 

«Hoffman ha tentato di spiare per conto della Federazione Russa e ha tradito la fiducia che questo paese aveva riposto in lui. Era disposto a mettere a rischio vite americane per il proprio guadagno personale» così si è espressa Dana Boente, procuratore degli Stati Uniti per il Distretto Orientale della Virginia, in una dichiarazione pubblicata sul sito dell’Fbi «È un chiaro avvertimento ad altri che potrebbero vendere informazioni classificate sulla nostra nazione», ha detto Boente. 

Hoffman, nato a Buffalo, stato di New York, ha trascorso la maggior parte dei suoi 20 anni in Marina sui sommergibili come tecnico crittologo prima di andare in pensione il 1° novembre 2011. Durante la sua carriera, ha avuto accesso a informazioni classificate sulla difesa nazionale. 

L’Fbi ha iniziato a seguirlo dopo aver appreso che aveva trascorso tre settimane in Bielorussia nel 2011 e aveva incontrato Alexander Lukashenko, secondo quanto pubblicato sul Virginian-Pilot. 

Nel settembre 2012, l’Fbi aveva inviato una lettera ad Hoffman di due agenti del governo russo che promettevano un «generoso compenso» in cambio di informazioni. 

Hoffman avrebbe effettuato tre consegne informazioni ai due in un parco statale della Virginia dopo aver ricevuto la lettera. Una delle consegne conteneva una pendrive con documenti, alcuni “top secret”, sulla tracciabilità dei sottomarini Usa e sulle tecniche di ascolto degli Stati Uniti delle navi guerra straniere. 

Gli avvocati di Hoffman, però, raccontano una storia diversa. Hoffmann avrebbe sì collaborato con i russi, perché voleva prenderli egli stesso, e ha denunciato il fatto all’Fbi dopo la terza consegna, chiedendo aiuto ai federali per arrestarli. Hoffmann, riporta il Virginian-Pilot, non ha mai chiesto denaro per le informazioni consegnate.

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