SPECIALE DAESH MATRIX #42

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di Redazione  ITALIA – Roma 13/12/2016. Ritornano le infografiche Daesh tradotte dall’arabo all’inglese, come quella che spiega la battaglia di Raqqa nel mese scorso. Ritorna anche il bollettino a cura dei Cubs dello Stato Islamico cioè il bollettino redatto dagli adolescenti dello Stato Islamico, il Corriere dei Piccoli di Daesh per intenderci. Cambia la veste grafica di della comunicazione del Califfato; cambia ancora una volta il modo di presentare i servizi fotografici e video di Daesh. Ora appare in basso a destra il logo stilizzato della casa di produzione (anche questo rivisto), a seguire (da destra verso sinistra) il logo tradotto in lingua inglese, la data e ancora la didascalia. La rilevanza sta nel fatto che tutte le case di produzione regionale hanno messo on line quasi in contemporanea i nuovi prodotti con la nuova veste grafica; dimostrando la capacità straordinaria della struttura di broadcasting di Daesh. Con questo rinnovamento siamo arrivati al quarto cambio di pelle. Dai loghi dorati, a quelli stilizzati in argento, dai comunicati stampa blu e rossi a quelli A’maq blu agli attuali celesti, ed ora loghi ancora più stilizzati – di gusto molto occidentale – e grafica molto pulita. La spiegazione dietro questa continua mutazione è semplice: da un lato evitare che gli imitatori si impossessino come è già accaduto dei loghi per fare contro informazione, dall’altro l’assoluta necessità di distinguere le varie fasi delle campagne di propaganda che sono sempre coerenti e uniformi tra loro. Dopo tutto i nuovi loghi si sposano perfettamente con la nuova rivista al Rumiyah diventata il perno di ogni cosa. Inoltre, le innovazioni grafiche, danno seguito a quella ricerca di attualità che piace ai giovanissimi; e, non da ultimo, l’arrivo di un nuovo portavoce comporta una sua firma sulla comunicazione.
Chiudiamo con una notizia che riguarda lo Sham ma che è stata posta da un account filo governativo siriano nei giorni scorsi: «ISIS sposta 500 uomini da Mosul alla Siria, 200 ad Al Bab e 300 a Tadmour». Da tempo sospettavamo che ISIS usasse i suoi migliori uomini per compiere gli assalti, quelli mirati che portano alla presa delle città o dei quartieri delle città: vedi Kirkuk, o Tal Afar; uomini, circa un migliaio secondo fonti social, che si muovono nell’ombra e in maniera distaccata rispetto alle truppe regolari. Ma in rete non c’erano tracce di questi spostamenti di “militari”. Con questo post, è la prima volta che ritroviamo in chiaro la notizia. Il dato è provato anche dalla quantità di informazioni che arrivano di volta in volta dai teatri di guerra. Là dove ci sono le “squadre speciali ISIS” viaggia la comunicazione di propaganda. Nelle altre zone no. Anche se vi sono attentati suicidi. Questo perché ISIS ha impostato la macchina della propaganda sulla “vittoria assoluta” e quindi le troupe presenti in molti mandati girano il quotidiano, poi ci sono gli inviati speciali che di fatto sono una decina che si spostano embedded, esattamente come i nostri reporter di guerra, con le forze speciali, e di volta in volta, cambiano i loghi delle case di produzione di concerto con i locali.

DAESH MATRIX è il secondo volume dedicato al fenomeno dello Stato Islamico.
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