Madrid congela i capitali russi

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SPAGNA – Madrid 30/03/2015. Le autorità spagnole hanno congelato decine di conti aperti da cittadini russi che risiedono nel paese perché non avrebbero reso note nei tempi dovuti le fonti dei loro capitali in tempo.

Secondo Deutsche Welle, che riporta la notizia il 30 marzo, la legge spagnola obbliga gli stranieri a rendere note le provenienze dei loro soldi. La legge è entrata in vigore nell’aprile 2010 e le autorità spagnole hanno il diritto di congelare i conti di coloro che adempia agli obblighi previsti entro 2-3 mesi successivi alla richiesta.
Dalla primavera del 2014, il fisco spagnolo ha costretto gli stranieri residenti a compilare una dichiarazione sull’esistenza di beni e proprietà possedute al di fuori della Spagna, superiori a 50.000 euro. Con l’accusa di occultamento di attività estere, un sospetto può essere obbligato a pagare 5.000-10.000 euro di multa. Recentemente, circa 100 conti di ricchi cittadini russi e ucraini residenti a Valencia sono stati congelati. Inoltre, secondo quanto riportato dall’agenzia tedesca, molti cittadini russi avrebbero semplicemente paura di chiedere i documenti sulla legittimità del proprio reddito alle autorità russe, per timore di ulteriori sanzioni da parte di Mosca.
Durante il suo discorso annuale all’Assemblea federale nel dicembre 2014, il presidente russo Vladimir Putin ha suggerito l’idea di un’amnistia totale per i capitali che torneranno in Russia. Secondo Putin, i cittadini russi con attività off-shore «otterranno garanzie giuridiche solide» per conservare il proprio capitale se torneranno in Russia. Il 25 novembre, poi, Putin ha firmato una legge per limitare lo scudo fiscale offshore.