
La Spagna sta fronteggiando una delle crisi migratorie più importanti degli ultimi periodi. Ad essere interessata non è la Spagna “territoriale”, ma le Isole Canarie, data la loro prossimità alle coste occidentali africane e le enclave di Ceuta sul Mediterraneo.
I rischi non scoraggiano coloro che sono disposti a intraprendere il viaggio dal Senegal o dalla Mauritania verso le isole spagnole. Il governo di Madrid del premier Sánchez cerca di arginare l’ondata migratoria visitando i paesi dell’Africa occidentale, infatti Spagna e Mauritania concordano accordi per arginare il flusso degli illegali. La crisi migratoria si sta intensificando: da ultimo la situazione tesa a Ceuta, dovuto anche ai social media considerando che sono apparsi video virali che incoraggiano gli attraversamenti via mare nella città autonoma, con il Marocco che ha bloccato un tentativo di migrazione di massa proprio nell’enclave spagnola e con l’Osservatorio internazionale che mette in guardia dall’aumento dell’immigrazione irregolare tra i minori.
La rotta migratoria atlantica dalla costa dell’Africa occidentale alle isole Canarie, solitamente utilizzata dai migranti africani che cercano di raggiungere la Spagna, è una delle più mortali al mondo. Anni di conflitto islamista nella regione del Sahel, disoccupazione e l’impatto del cambiamento climatico sulle comunità agricole sono tra le ragioni per cui le persone tentano la traversata. I migranti del Senegal non si lasciano scoraggiare dai rischi nel viaggio verso le isole. Alcune spiagge sono disseminate di carcasse di barche danneggiate che hanno provato e fallito nel viaggio, e quelli che sono riusciti a tornare sono fortunati, non è il caso della barca di migranti capovolta al largo della costa con il bilancio delle vittime di almeno 26. La piroga in legno trasportava oltre 100 migranti dalla città senegalese di Mbour e si è ribaltata dopo aver percorso solo 4 km con la marina senegalese che aveva inviato tre imbarcazioni e un aereo spagnolo come parte delle operazioni di ricerca e soccorso.
Secondo un rapporto del gruppo per i diritti dei migranti Walking Borders di giugno, quasi 5.000 migranti sono morti nei primi cinque mesi del 2024 nel tentativo di raggiungere le isole Canarie. A fine agosto il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha fatto visita in Africa occidentale, per la seconda volta quest’anno, in particolare in Mauritania, Senegal e Gambia con l’obiettivo di frenare la migrazione lungo questa rotta. Nell’incontro Sánchez e il presidente mauritano Mohamed Ould Ghazouani hanno annunciato una serie di accordi volti a arginare un’ondata di migranti che si avventurano attraverso l’Oceano Atlantico. Il premier spagnolo afferma che nonostante la retorica che sta crescendo in Europa, la migrazione non è un problema ma è un’esigenza che comporta determinati problemi.
Le Isole Canarie, che si trovano vicino alla costa africana, vengono utilizzate come trampolino di lancio per migranti e rifugiati che cercano di raggiungere l’Europa. La rotta migratoria dell’Africa occidentale ha registrato un aumento del 154% nel 2024, con 21.620 persone che hanno attraversato le Canarie nei primi sette mesi, secondo i dati dell’agenzia di frontiera dell’Unione Europea FRONTEX.
L’ondata ha messo a dura prova le risorse dell’arcipelago spagnolo, con le autorità locali che affermano che potrebbero dover ospitare i migranti in campi militari o persino in tende prima di un previsto aumento degli arrivi dovuto alle condizioni più calme nell’Oceano Atlantico. Le autorità spagnole temono che nei prossimi mesi fino a 150.000 migranti potrebbero essere destinati a compiere la pericolosa traversata. Più di 22.000 persone sono sbarcate illegalmente in questa comunità autonoma spagnola da gennaio, più del doppio del numero di arrivi irregolari nello stesso periodo dell’anno scorso, secondo il ministero degli interni spagnolo. L’arrivo di immigrati alle Canarie è aumentato del 126,1% rispetto al 2023. Il numero totale dei clandestini in Spagna via mare e via terra è aumentato del 66,2% quest’anno, con 31.155 individui.
Però, oltre alle isole Canarie, molti entrano nella nazione iberica attraverso le città autonome di Ceuta e Melilla. Le due enclave spagnole sulla costa mediterranea del Marocco, condividono gli unici confini terrestri dell’Unione Europea con l’Africa. Le enclave sperimentano sporadicamente ondate di tentativi di attraversamento da parte di migranti che cercano di raggiungere l’Europa, come a fine agosto quando gli immigrati clandestini marocchini sono arrivati sulla spiaggia di Tarajal (Ceuta).
Sono però emersi negli ultimi giorni video e le autorità spagnole lanciano un avvertimento: nel dettaglio la Guardia Civil di Ceuta ha avvertito sulla diffusione di video che incoraggiavano i tentativi di attraversare la barriera marittima nell’area di Tarajal, la spiaggia, a nuoto nelle prime ore di domenica 15 settembre. La delegazione del governo di Ceuta ha indicato che le forze di sicurezza sono preparate per la possibilità di una maggiore pressione derivante dalla migrazione e che la polizia rimane in stato di massima allerta. In aggiunta, i rinforzi della Guardia Civil includono sia risorse umane che materiali oltre allo spiegamento di una pattuglia marittima.
Il Marocco anche è intervenuto con le autorità di sicurezza che hanno condotto una campagna di almeno 60 arresti su larga scala a Nador, Tangeri e Tetouan con l’accusa di aver diffuso false notizie sui social media che incitano l’organizzazione di tentativi di migrazione illegale di massa. Nel tentativo più recente, le autorità marocchine hanno aumenta la sicurezza nella zona ed hanno impedito a decine di migranti, in particolare marocchini di tutte le età e africani subsahariani che avevano ascoltato gli appelli sui social media, radunati in cima a una collina a Fnideq, di assaltare una barriera di confine per raggiungere l’enclave spagnola di Ceuta, nonostante il lancio di pietre contro le forze di sicurezza marocchine. Le stesse autorità hanno aggiunto che più di 11.000 tentativi di migrazione sono stati impediti nella regione attorno a Ceuta, ad agosto.
L’Osservatorio internazionale per i media e i diritti umani ha lanciato un duro avvertimento sull’aumento dell’immigrazione irregolare, in particolare tra i minori, che tentano di entrare illegalmente nella città spagnola di Ceuta, evidenziando le gravi sfide poste da questa ondata, osservando che molti giovani migranti intraprendono il percorso senza comprendere appieno i rischi coinvolti.
La situazione sta creando notevoli difficoltà sia per la società che per le autorità. I social media hanno svolto un ruolo cruciale nell’alimentare questa crisi. Le piattaforme spesso presentano storie di successo fuorvianti che descrivono l’immigrazione irregolare come un obiettivo relativamente sicuro e raggiungibile. Queste narrazioni allettano i giovani inquadrando l’immigrazione clandestina come una sfida o un risultato, nonostante le conseguenze spesso disastrose.
Paolo Romano
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