SOMALIA. La Shabelle Offensive di Al-Shabab

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Nel corso del 2025 al‑Shabab ha intensificato la propria attività militare in Somalia dando il via alla cosiddetta “Shabelle Offensive 2025”. Nonostante le operazioni congiunte delle forze somale e dei partner internazionali, il gruppo ha compiuto attacchi ad alto impatto, riconquistando territori strategici e colpendo simboli del potere militare e politico del paese.

La “Shabelle Offensive 2025” è iniziata il 20 febbraio con attacchi coordinati contro diverse posizioni militari somale, inclusi attacchi con autobombe. Al-Shabab ha temporaneamente conquistato diverse città prima di essere respinto dalle forze governative e dalle milizie alleate (Ma’awisley). I successivi attacchi di fine febbraio hanno preso di mira località chiave come Balad, capoluogo distrettuale vicino a Mogadiscio, Miir Taqwo e Daaru Nicma. In particolare al-Shabab ha attaccato quattro villaggi nella regione del Medio Shabelle con VBIED e colpi di mortaio, catturandone due prima che l’Esercito Nazionale Somalo (SNA) respingesse i militanti di al-Shabab da altri due villaggi in pesanti combattimenti, tra cui il villaggio di Ceel Ali Axmed, dove sono stati uccisi almeno sette membri dell’Esercito Nazionale Somalo, venti militanti di al-Shabab e un combattente di un clan locale. Alcuni comandanti di al-Shabab sono stati uccisi nel villaggio di Ceel Cali Axmed. Altri villaggi, come El Baraf, sono stati teatri di scontri con la milizia filo-governativa del clan Ma’awisley Abgal, fino alla sua ritirata e alla caduta del villaggio nelle mani di al-Shabab con almeno 93 morti filo-governativi. In totale, 130 militanti di al-Shabab uccisi e i villaggi di Daaru Nicma, Ali Fol Dheer e al-Kowthar sottratti ad al-Shabab. Decine di soldati dell’amministrazione di Mogadiscio sono stati uccisi e feriti, mentre al-Shabab ha diffuso le immagini degli attacchi attraverso il suo organo di stampa, al-Kataib Foundation for Media Production.

Il 25 febbraio 2025 al-Shabab rivendica un attacco nell’area di Aboorey nello stato di Hiran, con l’obiettivo di eliminare i combattenti della milizia pro-governativa Ma’awisley. Contestualmente i jihadisti hanno ripreso il controllo di Ceel Cali Axmed e al-Kowthar, avvicinandosi maggiormente alla città di Adan Yabaal. Il 26 febbraio sono iniziati gli scontri per la conquista della città di Balad, terminati il 28 febbraio con l’estensione del controllo degli Shabab.

L’11 marzo un commando ha fatto esplodere un’autobomba davanti l’Hotel Cairo di Belet Uen, seguito da un intenso scontro a fuoco. L’attacco ha causato oltre 21 vittime e ha provocato una risposta militare su larga scala con oltre cinquanta miliziani uccisi nei giorni successivi. Il 18 marzo al-Shabab ha tentato di assassinare il presidente della Somalia, Hassan Sheikh Mohamud, tramite un attacco con IED. Sia gli Stati Uniti che l’Etiopia hanno condotto attacchi aerei contro gli insorti di al-Shabab durante i combattimenti. Il risultato dell’avanzamento jihadista è stato l’assedio delle città di Biyo Cadde, War Ciise, Boos Hareri e Guulane nello stato del Medio Shabelle; di Awdhegle e Sabiid, poi riconquistata da SNA, nello stato del Basso Shabelle e infine della città di Masaajid Cali Guduud nel Medio Shabelle.

E ancora ad aprile 2025 le città il cui controllo è passato sotto al-Shabab sono state Bariire nel Basso Shabelle, Adan Yabaal e Wargaadhi nel Medio Shabelle e infine nello stato di Hiran le città di Aboorey, Mabah e Yasooman. Stessa sorte è toccata nel mese di giugno alle città di Hawadley nel Medio Shabelle e Ceel Hareri e Ceel Qohle nello stato di Hiran.

Il 7 luglio al-Shabab conquista la città di Moqokori nello stato di Hiran, dopo settimane di assedio e scontri con l’SNA. Il 9 luglio un attentatore suicida si è fatto esplodere all’interno dell’Accademia Militare “Jaalle Siyaad” nel distretto di Hodan di Mogadiscio, uccidendo cinque ufficiali dell’esercito e ferendone molti altri. L’attacco ha scosso il mondo della formazione militare somalo e ha evidenziato gravi falle nella sicurezza interna. Infine il 14 luglio anche la città di Tardo, stato di Hiran, è passata sotto il controllo dei mujaheddin. Come sempre l’ala mediatica di al-Kataib ha pubblicato il reportage fotografico che ne documenta la resa.

La tattica militare che gli Shabab stanno sfruttando per raggiungere Mogadiscio è meglio conosciuta come “a tenaglia”. La stessa utilizzata dai talebani afghani nel 2021 per riconquistare Kabul e la stessa impegnata da Abu Muhammad al-Jawlani nel dicembre 2024 per prendere il potere in Siria. Vi è una combinazione tra attacchi convenzionali e asimmetrici (bombe, attentati suicida, imboscate). Gli obiettivi sono simbolici, vedasi l’attacco contro l’accademia militare e convogli presidenziali, con lo scopo di indebolire l’autorità statale anche a livello psicologico. La capacità logistica, di mobilità e di ripresa di città strategiche suggeriscono che al-Shabab dispone di una rete di supporto piuttosto efficiente.

Le forze somale hanno beneficiato del supporto esterno, principalmente dalla missione AFRICOM con l’implementazione di campi di addestramento e la fornitura di intel satellitari. L’Etiopia fornisce il suo supporto con operazioni aeree coordinate con Mogadiscio, con il coinvolgimento delle Forze di Difesa Nazionale Etiopi nella regione del Medio Shabelle.

Il 2025 conferma che al‑Shabab rappresenta ancora la più grave minaccia alla sicurezza e alla stabilità della Somalia. La sua capacità di colpire duramente, espandersi territorialmente e adattarsi al contesto dimostra che ogni strategia efficace richiede un approccio integrato: militare, politico e sociale. Senza un profondo rinnovamento della governance somala e un impegno internazionale coordinato, il gruppo rimarrà un attore dominante nel panorama jihadista dell’Africa orientale.

Beatrice Domenica Penali

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