
Continuano gli attacchi di al-Shabab per conquistare quanto più terreno possibile nelle aree circostanti Mogadiscio. La tattica utilizzata nelle scorse settimane, cioè quella di attaccare contemporaneamente dalla parte settentrionale e meridionale dello stato di Hiran, ha permesso ai mujaheddin somali di prendere il controllo dei principali uffici amministrativi della città di Balad, che si trova a circa 30 chilometri a nord di Mogadiscio.
Questo scenario ne apre un altro, ovvero il possibile accerchiamento di Mogadiscio da nord, passando da Bulo Burti, da nord-ovest, lungo la strada che collega Beled Hawo direttamente con la capitale, passando per Baidoa, Bur Acaba, Afgoi, e da sud, considerati gli attacchi a bassa intensità registrati nella città di Shalanbod. Lo scorso 6 marzo l’ambasciata statunitense a Mogadiscio ha dichiarato lo stato di massima allerta in quanto è stato affermato esistevano informazioni attendibili su un possibile attacco a installazioni strategiche, come l’aeroporto.
Lo stato del Medio Shabelle rappresenta un’area di vitale importanza sia per i mujaheddin che per il governo somalo, con continue operazioni di controinsurrezione volte ad indebolire la presa di al-Shabab. Negli ultimi mesi al-Shabab aveva adottato una strategia offensiva volta ad espandere il suo controllo su aree e rotte strategiche, in particolare nelle aree rurali e lungo le principali rotte di rifornimento.
Ciò include il controllo dei villaggi nel distretto di Giohar, sebbene alcuni siano stati successivamente riconquistati dalle forze somale. L’esercito nazionale somalo (SNA) e le milizie dei clan locali, come i Ma’awiisley, hanno lavorato per respingere al-Shabab. Tuttavia la situazione rimane fluida, con il controllo su alcune aree misto o poco chiaro. Il gruppo si è riorganizzato e mobilitato in villaggi remoti, in particolare lungo il confine tra le regioni del Medio Shabelle e di Galgudud. Questo posizionamento strategico consente ad al-Shabab di controllare le principali rotte di rifornimento, comprese quelle che collegano il Medio Shabelle al Benedir, che sono cruciali sia per scopi militari che economici. Nella ultime tre settimane al-Shabab ha ampliato la sua zona di influenza nelle città di Al-Kowsar, Daaru Nicma e Ceel Cali, Biyo Cadde, Buulo Hareer e War Ciise.
Ad oggi le città su cui gli Shabab insistono con i loro attacchi sono Adan Yabaal, sotto il controllo di al-Shabab fino al dicembre 2022, Giohar e le aree circostanti; al-Shabab ha lanciato attacchi e preso temporaneamente il controllo dei villaggi nell’omonimo distretto, sebbene questi siano stati spesso riconquistati dalle forze governative. Le città di Ceel Baraf e Miir Taqwo hanno visto intensi combattimenti con al-Shabab che afferma di averle occupate. Lo stato attuale di Ceel Baraf rimane poco chiaro poiché il controllo è cambiato più volte. A inizio marzo è stata nuovamente presa di mira da attacchi aerei contro le postazioni di al-Shabab il che suggerisce che il gruppo potrebbe ancora essere stanziato lì. Il 20 febbraio al-Shabab ha lanciato un attacco a Ceel Cali Axmed prendendo possesso della città. Tuttavia le forze somale, supportate dalle milizie dei clan locali, l’hanno riconquistata.
Gli ultimi attacchi nella città di El Dher nello stato di Galgudud prefigurano la possibilità di al-Shabab nel raggiungere il porto di Adale, essenziale per il commercio e i rifornimenti di materie prime non solo in Somalia.
Per contrastare al-Shabab e la sua avanzata in Somalia è iniziata AUSSOM, la nuova missione per il supporto e stabilizzazione dell’Unione africana in Somalia. È stata istituita per sostituire la Missione di transizione dell’Unione africana in Somalia (ATMIS) e ha iniziato le operazioni il 1 gennaio 2025. L’AUSSOM ha il compito di supportare gli sforzi di stabilizzazione della Somalia, contrastare al-Shabab e altri gruppi terroristici e garantire assistenza umanitaria alla popolazione civile. La missione vede l’impiego di oltre dodicimila militari fino al 30 giugno 2025, ed è finanziata al 75% da contributi valutati dall’ONU e il restante 25% dall’Unione Africana.
Beatrice Domenica Penali
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