
Al-Shabab potrebbe prepararsi a conquistare Mogadiscio e a stabilire un proprio governo entro le prossime settimane, sfruttando le tensioni politiche in corso all’interno del governo federale e della capitale stessa. Al-Shabab ha dislocato 3.000 miliziani e 200 unità d’élite vicino le aree di Daru Salaam e Afgoi. La loro strategia mira a controllare la capitale Mogadiscio e convincere diversi ministri e parlamentari dell’attuale amministrazione somala a unirsi a loro per formare un nuovo governo che segua la Sharia. Secondo fonti di intelligence militare somale e americane, questa operazione si svolgerà entro le prossime due settimane.
Al-Shabab ha già preso il controllo di diverse città chiave nel Medio Shabelle e il presidente dello stato è fuggito da Giohar, cercando rifugio nel villaggio di El Gudud dopo aver stretto un accordo con gli Shabab per prendere il controllo dei distretti di Giohar e Mahadayweyne. Inoltre al-Shabab controlla il distretto di Balad, a 30 chilometri a nord di Mogadiscio. Questa tattica di combattimento “a tenaglia”, il cui obiettivo è costringere l’attuale governo somalo alla resa, sembra emulare il modello siriano che lo scorso dicembre ha assicurato al gruppo HTS di Abu Muhammad al-Jawlani il controllo dell’intera Siria. Da ricordare che in numerosi reportage fotografici pubblicati da Al-Kataib Foundation for Media Production sono stati mostrati mujaheddin, sia di Daesh sia di al-Qaeda, che dalla Siria si sono spostati proprio in Somalia.
L’amministrazione del Presidente Hassan Sheikh Mohamud è impegnata con sfide politiche interne, tra cui la normalizzazione delle relazioni con l’Etiopia e conflitti interni con gli Stati membri federali e i partiti di opposizione. Questo clima turbolento non può che favorire le manovre di al-Shabab, che il 15 marzo ha preso di mira la base militare di Awdhegle facendo incetta di armi.
In un comunicato stampa rilasciato il 18 marzo dal Ministero per l’Informazione, la Cultura e il Turismo somalo si legge che l’Esercito Nazionale Somalo (SNA) ha intensificato le sue operazioni contro al-Shabab, allontanando i terroristi dalle loro roccaforti nelle aree rurali dello stato del Medio Shabelle. In risposta alle decisioni dell’esercito, al-Shabab ha attaccato il convoglio del Presidente Hassan alle 10:32 del 18 marzo nel distretto di Xamar-Jajab di Mogadiscio, mentre il Presidente si dirigeva verso il porto di Adale. Nell’attacco sono stati uccisi quattro giornalisti di radio locali, mentre il Presidente è rimasto illeso.
Al-Shabab continua, il 19 marzo attacca la base militare di Halane della missione AUSSOM e alle prime ore del 20 marzo la base militare dell’Esercito Somalo nel villaggio di Sabiid, situato a 40km a ovest di Mogadiscio. A riguardo, fonti somale comunicano che un’operazione del SNA ha respinto l’avanzata degli Shabab verso Mogadiscio, bloccandoli sostanzialmente nelle aree circostanti Sabiid e la base militare di K-50 (Afgoi). L’esercito afferma di aver ucciso numerosi qaedisti, tra cui alcuni comandanti. Nei distretti di Daynile e di Dharkenley, l’Agenzia Nazionale d’Intelligence Somala (NISA) ha infine arrestato quattro cittadini somali con l’accusa di organizzare attentati proprio a Mogadiscio.
Beatrice Domenica Penali
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