Il soft power delle imprese indiane

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INDIA – Nuova Delhi, 10/11/2014. «Occorre rafforzare la diplomazia economica», così si è espresso il presidente di Bharti Enterprises, una delle principali aziende indiane di Itc.

«Non abbiamo alcun sostegno statale, elemento necessario per spingere il soft power dell’impresa indiana, come invece hanno le aziende di Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania» ha detto Sunil Bharti Mittal (a destra), fondatore e presidente della Bharti Enterprises, al Global Forum India, tenuto presso l’Istituto internazionale di studi strategici della capitale indiana. Proprietario di Airtel Africa, che opera in 17 paesi, Mittal ha detto che la mancanza di un adeguato sostegno pubblico è un ulteriore ostacolo in un contesto come quello del continente africano in cui non è possibile contrastare il potere del denaro delle aziende statali cinesi.«Non possiamo controbattere la quantità di denaro che i cinesi stanno mettendo in Africa. La buona notizia è che abbiamo enorme quantità di buona volontà, le nostre relazioni con l’Africa si sono sviluppate per oltre un secolo. Ad esempio, tutti i leader dell’Etiopia hanno avuto maestri indiani,» ha detto Mittal. Dall’esempio dell’Africa, Mittal ha parlato della importante cooperazione pubblico-privato, come nel controllo dell’epidemia di Ebola nel continente nero: «Il governo si appoggia su di noi per il controllo di Ebola in 3-4 paesi. Siamo andati rapidamente in Sierra Leone, dove operiamo, e poi in Liberia e in seguito in Nigeria, Ghana e Repubblica Democratica del Congo» Mittal ha aggiunto. Bharti Airtel ha infatti accettato di partecipare a un crowdfunding anti Ebola pan-africano che permetterebbe a 700 milioni di abbonati di effettuare donazioni con i loro dispositivi mobili per il controllo del virus. Mittal ha poi così concluso: «Le aziende sono interessate in larga misura alle relazioni tra gli Stati. Ma noi oggi non abbiamo il sostegno pieno dello Stato indiano».