I social e il Vaso di Pandora

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ITALIA – Roma 11/07/2016. Nei giorni scorsi è apparsa in rete una interessante riflessione del polemologo statunitense John Robb sul nesso tra social network e violenza.

«L’uso dei social media ha portato ad una nuova dinamica che aggira l’influenza tipica dei media tradizionali basata sul “reindirizzare – calmare – rallentare” le reazioni pubbliche e il governo. Questa nuova dinamica è cruda nella sua essenza, non filtrata, e veloce. Inoltre, aumenta radicalmente sia la probabilità che l’intensità della violenza sociale». Se i mass media tradizionali, dai più antichi coe la carta stampata alla televisione, tendono a sviscerare un fatto e a rallentare in un certo qual modo le reazioni della pubblica opinione, i social media stanno, negli States in primis, ottenendo l’effetto contrario, addirittura «La violenza è una performance artistica. Selfie. Video Instagram. Twitter. Siamo stati condizionati per registrare le nostre esperienze con i social media. Naturalmente, stiamo assistendo alla stessa cosa con la violenza. Registrare la violenza e mostrarla al mondo, subito e inedita, può essere utilizzata per “elevare l’atto” e celebrarlo». Il pensiero va subito a quanto fa lo Stato Islamico: «ISIS ha usato questo modo per motivare le persone a impegnarsi nel terrorismo. In questi casi, gli aggressori hanno utilizzato i social media per trasformare i loro sanguinosi attacchi in performance artistiche e cerimonie solenni, dandogli un senso». A livello soggettivo poi «siamo più vulnerabili alla manipolazione emotiva rispetto al passato. Il nostro uso dei social media ci ha cambiato. Siamo costantemente alla ricerca di foto, notizie, storie e video che catturano la nostra attenzione. Una volta trovati, siamo veloci nella condivisione. Poche cose provocano indignazione più velocemente, violenza e ingiustizia. Si sta rivelando un mezzo particolarmente efficace quando i video arrivano inediti da un individuo, piuttosto che da un media. Queste trasmissioni “personali” hanno un’autenticità, una vulnerabilità, e un’immediatezza che amplifica notevolmente l’impatto emotivo. Questo le rende più efficaci a innescare la violenza di qualsiasi trasmissione sterile tratta dai media tradizionali». Altro dato da non sottovalutare è la cerchia social che circonda in rete ognuno di noi: si scatena l’effetto eco, dato dai like e dai retweet «diffondendo l’indignazione come un contagio. Ancora più importante, questo dato può innescare la violenza in alcuni individui. Questa dinamica» prosegue Robb (a sinistra), «per amplificare la violenza sociale è molto, molto pericolosa», può scoperchiare il Vaso di Pandora in maniera più veloce di quanto le istituzioni possano reagire.