
Fonti informate hanno rivelato a Middle East Eye che la Turchia ha avviato i lavori per stabilire una presenza nella base aerea di Tiyas (nota anche come T4) nei pressi di Palmira, nella Badiyah siriana, e si sta preparando a dispiegare in quest’area sistemi di difesa aerea, mentre circolano notizie secondo cui sono iniziati i lavori di costruzione sul sito e una squadra delle forze speciali turche è entrata nella base nella sera del 1 aprile. Nel frattempo, sono in corso trattative tra Ankara e Damasco per un accordo di difesa, in base al quale la Turchia fornirà copertura aerea e protezione militare al nuovo governo siriano.
La fonte ha aggiunto che la base strategica di Tiyas sarà dotata di un sistema di difesa aerea S-400 e Hisar-O+per fornire copertura aerea. La base sarà poi ristrutturata ed ampliata, con la costruzione di nuove strutture e l’impiego di droni per la sorveglianza e l’attacco, alcuni con capacità di attacco a corto, medio e lungo raggio (Akinci e Aksungur). La fonte ha aggiunto che il controllo della base garantirebbe alla Turchia la superiorità aerea nella regione e rafforzerebbe le sue operazioni contro le cellule dell’ISIS dispiegate nel deserto siriano, condizione fondamentale affinché gli Stati Uniti possano prendere in considerazione un ritiro dalla regione.
Nella sera del 1° aprile gli abitanti dei villaggi intorno alle regioni di Palmira, vicino alla base Tiyas, hanno assistito all’ingresso di una squadra speciale delle forze turche nell’aeroporto militare, ma non ci sono immagini ufficiali né conferme. Fonti locali suggeriscono di una coincidenza dell’avanzata della forza turca con l’interruzione di corrente avvenuta ieri, in quanto si tratta di un evento comune in Siria.
Secondo alcune fonti, Ankara e Damasco stanno negoziando un accordo di difesa da dicembre, in seguito al rovesciamento dell’ex governo di Bashar al-Assad, in base al quale la Turchia fornirà copertura aerea e protezione militare al nuovo governo siriano. Sebbene i funzionari turchi abbiano in precedenza definito “prematura” qualsiasi presenza militare turca in Siria, i negoziati sono proseguiti silenziosamente, con Ankara che ha cercato di sfruttare il ritiro di Russia e Iran per colmare il vuoto di sicurezza e stabilizzare il paese utilizzando la sua potenza militare. Una fonte ha affermato che la presenza di difese aeree e droni turchi nella base strategica T4 avrebbe probabilmente scoraggiato Israele e gli avrebbe impedito di effettuare attacchi aerei nella zona.
Solo pochi giorni fa, Israele ha condotto raid aerei su Palmira, inviando un chiaro messaggio alla Turchia contro eventuali avanzamenti territoriali verso i suoi confini. Da mesi Tel Aviv sta condividendo con gli Stati Uniti le sue preoccupazioni riguardo all’espansione dell’influenza turca in Siria sotto gli aspetti politico, economico e militare. Percepita come una minaccia in prossimità ai suoi confini, Israele sta portando avanti da mesi il suo piano di realizzazione di un’area cuscinetto nelle regioni meridionali della Siria.
Con la creazione di un sistema di difesa aerea turco nella base Tiyas il contesto geopolitico potrebbe seguire un corso differente da ciò che ci si aspetterebbe. In altre parole, è plausibile ipotizzare che gli Stati Uniti possano rafforzare la loro alleanza con la Turchia, membro della NATO, che sta consolidando la sua presenza militare nella regione della Badiyah siriana, un’area strategica per la protezione dello spazio aereo regionale e per il lancio di attacchi contro attori esterni. Date le recenti informazioni su un imminente attacco statunitense contro l’Iran, come segnale di avvertimento sulle sue capacità nucleari, è probabile che Washington utilizzi la Siria come polo strategico internazionale, sfruttando la collaborazione con Ankara. Si delinea così un complesso gioco di alleanze: da un lato, gli Stati Uniti potrebbero sostenere Ankara in un’ottica anti-iraniana; dall’altro, sorgono spontaneamente interrogativi sull’alleanza tra Washington e Israele e la sua stabilità. Indubbiamente, possiamo asserire che le tensioni tra Ankara e Tel Aviv cresceranno tanto da causare un ulteriore instabilità nella regione.
Elisabetta Papa e Cristina Uccello
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