Siria. Rilasciati i caschi blu

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GIORDANIA – Amman. I media siriani hanno annunciato che i 21 soldati dell’Onu rapiti dalla Brigata Martiri di Jermuk nelle Alture del Golan sono stati consegnati a funzionari giordani al confine tra Giordania e Siria.

 

La Brigata Martiri di Jermuk, che opera come parte dell’esercito siriano di liberazione, riteneva che i caschi blu stessero aiutando il regime di Assad.

«Le truppe delle Nazioni Unite hanno aiutato il regime di Assad» aveva denunciato il portavoce della Jermuk, Muhammad al-Faleh, «Le forze delle Nazioni Unite hanno aiutato le truppe di Assad e hanno voluto facilitare il ritorno delle forze di Assad al villaggio di Jemle attualmente sotto il controllo delle forze di liberazione» aveva poi sottolineato al-Faley.

Secondo la Jermuk, le truppe Onu e il regime di Assad avrebbero cooperato per tenere le unità delle forze di liberazione fuori dal villaggio per garantire la sicurezza di Israele, avava poi affermato al-Faley.

«Mentre stavamo parlando con le forze delle Nazioni Unite, tiratori scelti del regime siriano hanno aperto il fuoco su di noi» riportava nella sua nota il portavoce ribelle.

Una volta che le forze del regime si ritireranno dalla regione, noi lascieremo andare le truppe delle Nazioni Unite aveva concluso al-Faley.

I caschi blu sono stati arrestati da truppe siriane di opposizione il 6 marzo. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu aveva condannato l’incidente e aveva chiesto il rilascio immediato delle truppe della forza di pace Onu.