SIRIA. Rilancio della ferrovia Hejaz: la Siria come asse di connettività tra Mediterraneo, Mar Nero, Golfo Persico e Mar Rosso

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La Siria torna al centro della geografia strategica mediorientale puntando su un ambizioso rilancio infrastrutturale: trasformarsi in un corridoio di transito tra Mediterraneo, Mar Nero, Golfo Persico e Mar Rosso attraverso il recupero e l’espansione della rete ferroviaria regionale. Il ministro turco dei Trasporti e delle Infrastrutture, Abdulkadir Uraloğlu, ha annunciato che la Turchia intende estendere l’attuale linea ferroviaria fino alla città di Aleppo, nell’ambito degli sforzi per riattivare la storica ferrovia dell’Hejaz, in stretta cooperazione con Giordania e Arabia Saudita. Uraloğlu ha sottolineato il valore simbolico e storico del ripristino della linea, precisando tuttavia che, dal punto di vista del trasporto merci e della logistica, il primo passo sarà proprio l’estensione verso Aleppo, un progetto dal costo stimato di circa 110 milioni di dollari. Ha inoltre evidenziato che tra Aleppo e Damasco esiste già una linea ferroviaria operativa.

La ferrovia dell’Hejaz, nota anche come ferrovia Hamidiana, rappresenta uno dei progetti storici più rilevanti della regione: costruita durante il regno del sultano Abdul Hamid II tra il 1900 e il 1908, si estendeva per circa 1.322 chilometri tra Damasco e Medina, in Arabia Saudita, raggiungendo successivamente quasi 1.900 chilometri con ulteriori ampliamenti. La linea attraversa il territorio giordano fino a Medina e, sebbene fosse inizialmente previsto un prolungamento fino alla Mecca, questo tratto non fu mai completato. L’obiettivo originario era quello di migliorare la connettività geografica e facilitare i trasporti nella regione.

Il ministro Uraloğlu ha aggiunto che Ankara lavorerà anche al ripristino della linea ferroviaria tra Nusaybin, nel sud-est della Turchia, e Qamishli, nel nord-est della Siria, al fine di garantire un collegamento diretto con l’Iraq, rafforzando un asse commerciale est-ovest e fungendo da collegamento nel progetto turco-iracheno della Strada di Sviluppo. In questa prospettiva, si inserisce il ripristino della linea strategica ferroviaria di 350 km, che ha riguardato le tratte Karkamış–Nusaybin e Mardin–Şenyurt, nel nord est della Siria, segnando un passo concreto verso la ricostruzione di un corridoio logistico destinato a ridefinire i collegamenti tra Europa e Medio Oriente. L’intervento non si è limitato a un semplice ripristino, ma ha comportato un ammodernamento strutturale dell’infrastruttura, rendendola più resiliente e adatta al trasporto merci su larga scala, ha commentato Uraloğlu. Si tratta di un tassello operativo fondamentale nella più ampia strategia di Ankara volta a ristabilire la continuità ferroviaria con la Siria e, attraverso di essa, con l’Iraq e il Golfo. In una dichiarazione del 22 aprile, il ministro saudita dei Trasporti, Saleh al-Jasser, ha affermato che la linea Hejaz sarà pronta entro la fine dell’anno.

In questo contesto, anche l’Iraq assume un ruolo strategico, offrendo continuità territoriale verso il Golfo Persico e contribuendo alla creazione di una direttrice commerciale che attraversa l’intera regione. Il coinvolgimento di altri attori regionali, quali Giordania e Arabia Saudita, nell’ambito degli sforzi per riattivare la storica ferrovia dell’Hejaz, conferma ulteriormente la portata del progetto. L’intero piano infrastrutturale si inserisce in una visione ancora più ampia, definita dalle autorità siriane come iniziativa dei “Quattro Mari e nove corridoi”: un sistema integrato di trasporti ed energia capace di connettere bacini marittimi oggi frammentati. Nel contesto del conflitto regionale in corso, che ha comportato la chiusura dello Stretto di Hormuz con drammatiche conseguenze economiche, la Turchia e la Siria hanno l’opportunità storica di rafforzare la propria posizione nel mercato energetico attraverso la costruzione o riattivazione di gasdotti che collegherebbero Siria e Iraq, divenendo rotte alternative in un quadro geopolitico sempre più fragile.

La dimensione strategica del progetto è stata ulteriormente consolidata da un memorandum d’intesa trilaterale tra Siria, Turchia e Giordania, nell’ambito di una riunione del comitato ministeriale congiunto tenutasi nella capitale giordana Amman il 7 aprile, che punta a creare corridoi terrestri integrati per il trasporto di merci, energia e persone, attraverso una chiara tabella di marcia che delinea le attività da attuare da parte delle istituzioni dei trasporti nei tre Paesi, nell’ambito di un programma di monitoraggio triennale. In questo sistema, la Siria assume un ruolo centrale come piattaforma di transito: la Giordania garantisce l’accesso al Golfo Persico e al Mar Rosso, mentre la Turchia collega la regione ai mercati europei e al Mar Nero. Il ministro dei trasporti siriano Yarub Badr ha sottolineato a SANA che l’attivazione del “Corridoio per il Medio Oriente” – l’iniziativa sopracitata con Giordania e Turchia che mira a rinnovare la logistica e la connettività economica regionale – “porterà a una trasformazione qualitativa del panorama economico regionale”.

Nel frattempo, Damasco ha avviato valutazioni tecniche per la ricostruzione delle principali arterie stradali, come l’autostrada tra il valico di Nasib, a sud, e quello di Bab al-Hawa, a nord del paese. Parallelamente, sul piano finanziario, il Ministero dei Trasporti ha avviato il coordinamento con la Banca Mondiale, a margine delle riunioni primaverili, per ottenere oltre 200 milioni di dollari destinati al ripristino delle linee ferroviarie. I fondi saranno utilizzati per modernizzare le infrastrutture, acquistare locomotive e formare il personale, contribuendo alla ripresa economica e al rafforzamento della connettività dei trasporti nella regione. 

Il ripristino della linea ferroviaria lungo il confine siriano rappresenta dunque molto più di un intervento infrastrutturale: è il primo passo concreto verso la creazione di un sistema di transito regionale integrato. Se i progetti annunciati verranno realizzati, la Siria potrebbe tornare a essere il crocevia strategico tra quattro mari, ridefinendo le rotte commerciali e gli equilibri geopolitici dell’intero Medio Oriente.

Cristina Uccello

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