Crisi siriana: i numeri del Libano

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LIBANO –  Beirut 01/02/2014. Tutti sono d’accordo che il problema dei profughi in Libano potrebbe portare a pericoli reali, recita Al-Akhbar.

Tuttavia, l’assenza di un’autorità di governo capace di affrontare tali pericoli è la vera fonte di preoccupazione per i libanesi. «L’onere umanitario ed economico dei rifugiati siriani è molto più grande di quanto che il Libano possa gestire, soprattuto se l’assistenza internazionale è ancora al di sotto di quanto richiesto» A questa conclusione sono giunti rappresentanti del governo libanese, l’Unhcr e la Banca mondiale in un meeting tenuto il 30 gennaio a Beirut. Lo stato libanese gestisce un afflusso medio giornaliero di 3.000 profughi siriani. L’ambasciatore Abdallah Bou Habib ha aperto la sessione dei lavori, riporta il quotidiano, indicando che «i negoziati di Ginevra II dimostrano che la soluzione alla crisi siriana resta sfuggente. Potremmo rimanere in uno stato di guerra per un lungo periodo, con tutto ciò che questo fatto comporta»; Bou Habib ha chiesto «una serie di misure internazionali per alleviare il peso sul Libano». Per l’Unhcr, l’impegno per l’assistenza umanitaria ai rifugiati siriani in Libano richiede 1,8 miliardi di dollari nel 2014, di cui 165 milioni di dollari pagati dal Tesoro libanese e il costo stimato per l’erario pubblico si aggira intorno ai 5 miliardi di dollari. 897 mila profughi sono stati registrati dall’Unhcr in Libano, mentre 50mila sono ancora in attesa di registrazione. Per l’Unrwa, ci sono altri 50mila rifugiati, trasferitisi in Libano dai campi palestinesi in Siria. Da queste cifre si evince che ci sono quasi un milione di profughi in Libano, conosciuti per nome, di cui il 75 per cento donne e bambini. Il venti per cento di coloro che vivono in Libano oggi è costituito dai rifugiati a causa della guerra in Siria, che rappresentano circa il 25 per cento dei residenti in Libano prima della rivoluzione siriana: un fatto che crea enormi pressioni.

In una precedente relazione, la Banca Mondiale aveva detto che il numero dei rifugiati in Libano, rispetto a un paese delle dimensioni degli Stati Uniti, per esempio, sarebbe formato da quasi 70 milioni di persone, di fatto la popolazione del Canada. La Banca Mondiale prevede il peggio: il numero dei rifugiati potrebbe raggiungere 1,6 milioni nel 2014 se la guerra in Siria continuasse. Il 51 per cento di tutti i profughi siriani sono attualmente vivono in Libano e il resto sono distribuiti in paesi vicini come la Turchia , l’Iraq e la Giordania .

L’aiuto fornito dall’Unhcr, concretizzantesi in cibo, vestiti, assistenza medica e denaro, ripete l’ente Onu, ha un impatto positivo sull’economia libanese, dal momento che vengono privilegiati i prodotti locali. La sfida più grande per l’assistenza dei rifugiati è abitativa, soprattutto dal momento che il 70 per cento di loro vive in appartamenti in affitto , con più di una famiglia in ogni appartamento. Il restante 30 per cento vive in tende o edifici in costruzione. Altra grande sfida è quella educativa: il numero di studenti siriani nelle scuole libanesi è di circa 480mila e la loro percentuale sul numero totale dei bambini siriani in Libano è superiore al tasso di bambini che vanno scuola in Siria. Altro effetto sul paese dei cedri è quello sui livelli occupazionali: oltre 170mila libanesi sono precipitati al di sotto della soglia di povertà e il tasso di disoccupazione nel paese è salito dal 10 al 20 per cento.