I ribelli chiedono aiuto contro ISIL

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SIRIA – Damasco 04/07/2014. I rappresentanti dei gruppi combattenti, aiutati dall’Occidente, nel nord e nell’est della Siria hanno detto che deporranno le armi se non riceveranno aiuto nella lotta contro Isil.

Riuniti nei sobborghi di Ghouta a Damasco, il 3 luglio, 11 gruppi militanti che operano nelle province settentrionali di Aleppo e Raqqa hanno rilasciato una dichiarazione in cui chiedono aiuto alla Coalizione Nazionale e all’Esercito Siriano libero: se entro una settimana non arriverà alcun aiuto, minacciano di gettare le armi. I successi militari di Isil nella provincia di Aleppo vengono definiti una minaccia per gli altri gruppi militanti in Siria. Tra i firmatari dell’appello ci sono la Brigata ribelle di Raqqa e il Fronte curdo, così come unità locali più piccole, della provincia di Aleppo, come quelli di Manbij, città da poco sotto il controllo di Isil. Nella loro dichiarazione, i gruppi rivolgono il loro appello anche al cosiddetto Esercito dell’Islam, una delle sette grandi milizie che compongono il Fronte islamico, parte del Fsa. L’Esercito dell’Islam, ad esempio, ha lanciato la propria campagna per cacciare Isil da Ghouta. Il suo leader Zahran Alloush apparso in un video su YouTube, ha esortato i suoi uomini contro Isil, che ha proclamato la creazione di un califfato in alcune parti dell’Iraq e della Siria, alla cui guida è posto Abu Bakr al-Baghdadi. Alloush ha detto che lui e i suoi compagni del nord avevano intercettato conversazioni fra militanti Isis, molti di loro non-siriani, che hanno dimostrato la loro spietatezza e spesso totale disprezzo per i civili che incontravano.