
In una dichiarazione tramite un video registrato pubblicato mercoledì 27 agosto sul canale ufficiale Facebook, un gruppo di attivisti alawiti ha annunciato l’istituzione di un nuovo organismo politico denominato “Consiglio politico per la Siria occidentale e centrale” (PCCWS). Il Consiglio ha chiesto la formazione di una regione federale che comprenda i governatorati di Latakia, Tartus, Homs e parti della zona rurale di Hama, con il nome di “Regione della Siria centrale e occidentale”.
Con la caduta del regime di Bashar al Assad finisce l’epoca di un sistema centralizzato e autoritario ed emerge la speranza per diverse comunità minoritarie che si possa realizzare il sogno di un sistema federale. La formazione del PCCWS coincide con l’iniziativa simile ad as Suwayda dove di recente è stata istituita la “Guardia Nazionale”, un movimento politico e militare che invoca l’autodeterminazione della comunità drusa guidata dal suo leader spirituale Hikmat al Hijri. Contestualmente, anche le Forze Democratiche Siriane (SDF), ombrello militare della regione autonoma dell’Amministrazione autonoma del nord est della Siria (AANES), si appellano pubblicamente a mantenere lo status quo; una richiesta che sta causando uno stallo nei negoziati con il governo di Damasco. L’imposizione del presidente Ahmad al Sharaa di unificare la Siria senza concessioni separatiste ha provocato nuove tensioni settarie culminate in scontri armati, in particolare quelli lungo la costa siriana e ad as Suwayda. Di recente, si è assistito anche a sporadici scontri nelle linee di contatto tra le milizie delle SDF e delle tribù arabe affiliate al governo lungo l’area del fiume Eufrate. La cornice settaria potrebbe esacerbare le divisioni esistenti e minare gli sforzi verso un dialogo nazionale inclusivo ai sensi della risoluzione 2254 delle Nazioni Unite. Inoltre, nel quadro di uno scacchiere complesso quale è la Siria, dove Turchia e Israele giocano un ruolo chiave perché spinti da differenti interessi geopolitici, l’influenza straniera destabilizza ulteriormente le dinamiche interne del Paese.
La dichiarazione fondativa del Consiglio Politico della Siria Centrale e Occidentale è stata letta dal giornalista siriano Kinan Waqqaf, che ne ha delineato la visione, le ragioni della sua costituzione e le richieste principali. Il Consiglio ha chiesto l’adozione di un sistema federale come forma di governo che garantisca la pace civile, la giustizia tra le regioni e la partecipazione attiva dei cittadini alla gestione dei loro affari. La dichiarazione considera il federalismo una soluzione sostenibile ai conflitti interni che lo Stato centrale storicamente non è riuscito ad affrontare. Il sistema federale è stato descritto come il modello più adatto per uno Stato laico. La dichiarazione afferma altresì che la regione proposta della Siria Centrale e Occidentale – che comprende i governatorati di Latakia, Tartus, Homs e parti della zona rurale di Hama – sarà istituita su basi laiche e civili che rispettano il pluralismo politico e sociale e si basano sul diritto internazionale dei diritti umani e sulle convenzioni e i trattati internazionali, fungendo da modello per una futura Siria democratica. Sebbene il movimento abbia origine all’interno della comunità alawita, il Consiglio ha espresso l’intenzione di includere altre componenti sociali sottolineando l’obiettivo di raggiungere un ampio consenso sulla governance in tutta la Siria.
Il Consiglio ha inoltre ribadito il suo pieno impegno nei confronti della Risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza, in particolare per la formazione di un organo di governo transitorio entro un periodo non superiore a 18 mesi, la redazione di una nuova costituzione democratica e lo svolgimento di libere elezioni generali, chiedendo una nuova conferenza nazionale supervisionata dall’ONU per redigere una costituzione civile democratica e una legge elettorale trasparente. Dal punto di vista economico, il Consiglio ha affermato che adotterà un modello basato sui principi del libero mercato, in equilibrio con la giustizia sociale e la sostenibilità ambientale. Le autorità federali, ha osservato, supervisioneranno la politica commerciale e garantiranno un’equa distribuzione delle risorse e della ricchezza.
Riguardo al governo di Ahmad al Sharaa, il Consiglio lo ha denunciato come un’“autorità terroristica” che “ha preso il potere in un particolare momento politico” con il sostegno del “regime criminale di Erdogan, che ha una lunga storia di crimini contro i popoli della regione”. Ha respinto quello che ha descritto come un “governo monocolore” imposto da “un’autorità di fatto per motivi religiosi esclusivi” e ha chiesto la rimozione di tutti i gruppi designati come organizzazioni terroristiche dalla Siria, con i loro leader chiamati a rispondere dinanzi ai tribunali internazionali.
In un post su Facebook, prima dell’annuncio ufficiale, uno dei fondatori del Consiglio Amjad Badran ha svelato il logo del consiglio, descrivendolo come contenente “l’alloro e l’ulivo che hanno massacrato, e con essi hanno massacrato l’orgoglio e l’autenticità”, insieme “al sole, che è il simbolo della civiltà, e a una cornice blu [che simboleggia] il mare”. Le province costiere di Latakia e Tartus, regioni costiere a maggioranza alawita che si affacciano sul Mediterraneo, sono note per la loro antica coltivazione di alloro e ulivi, che si ritiene risalga al 2400 a.C., ha spiegato il canale mediatico Rudaw.
In conclusione, la spinta del PCCWS verso l’adozione di un federalismo potrebbe alimentare la frammentazione settaria e, al contempo, favorire ulteriori manipolazioni esterne, soprattutto in un momento in cui la Siria sta attraversando una fragile e delicata transizione politica. Le elezioni dell’Assemblea popolare, previste dal 15 al 20 settembre, evidenziano la fragilità di questa fase politica segnata dall’esclusione al processo elettorale dei governatorati di as Suwayda, al Hassakah e Raqqah a causa di “problemi di sicurezza” e di una mancanza di equità elettorale secondo la decisione dell’Alto Comitato delle Elezioni per l’Assemblea popolare.
Membri fondatori del PCCWS
Il Consiglio Politico della Siria Centrale e Occidentale comprende diverse personalità politiche, accademiche e mediatiche, tutti residenti all’estero:
1. Amjad Badran – Dottore di Ricerca, ingegnere e giurista
2. Inana Barakat – Laurea Magistrale in Filosofia e attivista per i diritti umani
3. Aws Darwish – Scrittore e ricercatore politico con dottorato di ricerca in Diritto Pubblico
4. Raif Al-Salama – Giornalista
5. Samer Ahmed – Dottorato di Ricerca in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali
6. Salah Nayouf – Dottorato di Ricerca in Scienze Politiche – “Incontro Nazionale per la Costa Siriana”
7. Ali Abboud – Dottorato di Ricerca e Presidente dell’Unione Alawita in Europa (USAE)
8. Ammar Ajeeb – Laurea Magistrale in Ingegneria e Geologia
9. Issa Ibrahim – Avvocato – “Movimento del Lavoro Civile”
10. Kinan Waqqaf – Giornalista e politico
11. Mustafa Rustum – Analista politico e ricercatore in diritto internazionale
12. Maan Yahya – Affari Pubblici Attivista e analista politico
13. Wahid Yazbek – Giornalista e politico
Cristina Uccello
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