SIRIA. L’UE valuta una graduale sospensione delle sanzioni a Damasco

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Al margine dell’incontro allargato dei Ministri degli Esteri europei, svoltosi a Bruxelles il 27 gennaio, l’Unione Europea ha deciso di valutare l’allentamento delle sanzioni imposte alla Siria secondo un approccio “passo dopo passo” nei settori dell’energia e dei trasporti (merci e persone), nonché agli istituti finanziari-bancari importanti per la stabilità finanziaria ed economica del Paese. 

Nonostante il rovesciamento del governo di Bashar al Assad da parte dei siriani, le sanzioni continuano a preoccupare il governo ad interim che attualmente governa il paese perché considerate come un impedimento alla crescita e sviluppo economico della Siria, nonché come l’ampliamento delle sofferenze del popolo siriano che vive in gravi condizioni economiche. D’altronde, le sanzioni sono state pensate per isolare economicamente il regime di Assad. 

In tale contesto, l’Unione Europea sta valutando di rimuovere le banche siriane dall’elenco delle sanzioni e revocare parzialmente alcune restrizioni imposte alla Banca centrale siriana, per consentire l’erogazione dei fondi necessari, hanno riferito fonti informate all’agenzia americana Bloomberg. Inoltre, secondo quanto riportato da queste fonti, l’Unione sta valutando la possibilità di porre fine alle restrizioni sul finanziamento dell’esplorazione e della raffinazione del petrolio in Siria e sulla costruzione di nuove centrali elettriche, e sta inoltre valutando una sospensione parziale delle sanzioni al settore energetico, tra cui la revoca del divieto di importazione di petrolio greggio e di esportazione di tecnologie per l’industria petrolifera e del gas. Le fonti hanno spiegato che è probabile che i beni congelati nell’Unione Europea collegati alla Banca centrale siriana rimangano congelati. Si sta valutando anche la possibilità di esentare il settore dei trasporti dalle restrizioni in modo tale da ripristinare i voli operati dalla compagnia aerea Syrian Airlines negli aeroporti internazionali dei Paesi europei. In questo modo, si darebbe un impulso al turismo della Siria, un paese ricco di siti antichi e reperti archeologici.

L’allentamento delle sanzioni è subordinata alla risoluzione di riforme che garantiscano una transizione politica inclusiva delle minoranze, al punto che i ministri degli esteri dell’Unione Europea hanno concordato di attuare le misure in modo tale da poter essere revocate se il governo siriano non rispetterà queste condizioni. “Anche se miriamo a muoverci rapidamente, la revoca delle sanzioni potrebbe essere ritardata se verranno presi i passi sbagliati”, ha spiegato il capo della politica estera dell’Unione Europea, Kaya Kallas, dopo la riunione del Consiglio Affari Esteri del blocco a Bruxelles. Ha continuato dicendo: “Se loro (il governo siriano) fanno le cose giuste, siamo pronti a fare i passi necessari, ma se fanno passi nella direzione sbagliata, siamo pronti a ritirarci e a reimporre alcune sanzioni”. 

Ma cosa significa fare le cose giuste? La caduta di Assad è considerata al livello europeo come l’opportunità storica di riunire e ricostruire la Siria attraverso un processo politico globale, inclusivo e democratico in modo da soddisfare le legittime aspirazioni del popolo siriano, in linea con i principi fondamentali della Risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Oltre all’ottimismo, persiste in Europa la preoccupazione che l’attuale governo ad interim di Damasco (di fatto composto dagli ex Ministri del precedente Governo della Salvezza di Idlib la maggior parte dei quali hanno avuto una carriera militare nel Fronte al Nusra, affiliato ad Al Qaeda e poi diventato HTS) possa ricadere in vecchi schemi portando alla nascita di una minaccia più pericolosa, con poteri politici consolidati e la disponibilità di un esercito più ampio e strutturato. 

“L’Unione Europea non diventerà un finanziatore di nuove strutture estremiste, terroristiche o islamiche”, ha sottolineato il Ministro degli Esteri tedesco, Annalena Baerbock. Su tali timori ha risposto il Ministro degli Esteri del governo di transizione siriano Asaad Al-Sheibani il quale, dopo aver espresso con favore la parziale sospensione europea delle sanzioni, ha assicurato che l’attuale governo ad interim si impegnerà nel revocare tutte le restanti sanzioni in quanto “il popolo siriano merita l’opportunità di determinare da solo il proprio futuro, e questo può essere fatto solo revocando tutte le restanti sanzioni”.

Nel frattempo, l’Unione Europea si sta impegnando nella fornitura di aiuti umanitari al popolo siriano collaborando con le Nazioni Unite e gli enti internazionali. Tra i Paesi membri, la Germania ha deciso di stanziare tre milioni di euro per il lavoro dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani in Siria. Al contempo, con la sospensione delle restrizioni l’Unione Europea intende sbloccare ulteriori aiuti umanitari permettendo alle ONG di operare nella società siriana. 

Anche il rilancio del settore agricolo siriano è al centro dell’attenzione europea. In una visita a Damasco, il capo della delegazione dell’Unione Europea in Siria Michael Onmacht ha dichiarato al canale Syria TV News che “sostenere il settore agricolo in Siria rimane una priorità per l’Unione Europea” aggiungendo che durante un incontro con la parte siriana si è discusso “del ruolo vitale della riforma agricola nel promuovere la sostenibilità, la crescita economica e nell’affrontare le sfide del cambiamento climatico”.

In conclusione, nonostante i timori in Europa che la nuova amministrazione siriana possa intraprendere una direzione sbagliata, il pieno sostegno dell’Unione Europea allo sviluppo economico e alla ricostruzione della nuova Siria si traduce in azioni concrete, l’ultima delle quali riguarda la valutazione della sospensione delle sanzioni a Damasco nei settori dell’energia, dei trasporti e bancario-finanziario. Al contempo, è verosimile ritenere che queste azioni si inquadrano in un contesto geopolitico più ampio. L’Unione Europea ha l’opportunità di ritagliarsi il ruolo di investitore principale nella nuova Siria espandendo la sua influenza e ostacolando, al contempo, la formazione di una nuova alleanza tra Mosca e la nuova amministrazione di Damasco.

Cristina Uccello

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