Siria. I dieci comandamenti della Jihad

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SIRIA – Damasco. Agli inizi di febbraio 2013, Shumukh al-Islam, importante forum con tutta probabilità legato ad al-Qaeda, ha
dato vita ad una discussione per dar vita ad una “strategia globale” per la jihad siriana. In un intervento iniziato da un certo “Handasat al-Qaeda,” alcune decine di membri del sito ad accesso limitato hanno fissato una serie di osservazioni e di raccomandazioni.

Il 9 febbraio, sempre lo stesso membro afferma di aver condensato tutti i contributi in un unico documento strategico, destinato a rappresentare il pensiero del forum nel suo complesso. L’autore del documento lo classifica lo rende non condivisibile, se non attraverso il gruppo chiuso; Shumukh è protetto da password e non è facile registrarsi come nuovo utente.

Con molta probabilità, la “strategia globale” di Shumuk per la Siria, ha meno valore per jihadisti sul campo di battaglia di quanto non possa essere utile ai ricercatori poiché apre una finestra sul modo in cui un think tank  jihadista elabori l’esperienza della guerra civile siriana. 

In quest’ottica, il documento è particolarmente interessante sotto due aspetti.

In primis, contrariamente al tono trionfalistico dei media jihadisti siriani, Shumukh non è ottimista nella descrizione degli eventi in corso e in quelli futuri. Per il momento, si sentono principalmente rassegnati dal fasto che un intervento esterno occidentale possa strangolarli da tutti i lati. Nella loro visione del mondo, una qualche forma di intervento occidentale per ostacolare il loro successo è pressoché certa, e l’Occidente, con i suoi alleati israeliani e iraniani, sigillati i confini siriani, potrà eliminare la minaccia jihadista, spartendosi la Siria.

In secondo luogo, Shumukh prevede una guerra molto lunga in Siria. Lo dicono le stesse raccomandazioni che includono l’incremento veloce del numero di reclute prima della chiusura dei confini, il controllo delle armi pesanti e non convenzionali del regime, una struttura di propaganda unitaria più efficace, e la rinuncia, a tutti i costi, di allearsi con partiti islamici, come i Fratelli Musulmani.

Quello di Shumuk è un tentativo realistico di analizzare il successo jihadista in Siria nei prossimi mesi. Qui sotto una prima traduzione del documento

 

Strategia globale per la Siria di Shumukh al-Islam

 

Come sapete, fratelli, l’intento di questa discussione è quello di riunire il maggior numero possibile di idee e di proposte strategiche da cui i nostri fratelli mujahidin e i loro sostenitori, in particolare quelli sul fronte lotta in Siria e le aree circostanti, possano beneficiare. Vorremmo qui che i nostri forum, in aggiunta al loro ruolo tradizionale di sostegno, pubblicazione, mobilitazione, e esortazione, siano centri di ricerca e di studio che elaborino relazioni e raccomandazioni per progredire nel cammino verso il califfato, nel minor tempo possibile e al minor costo possibile. Proprio come i nostri nemici hanno centri di studi di ricerca e di consulenza, diretti da esperti e pensatori, che costantemente fanno raccomandazioni e rapporti per i loro paesi.

 

Qui si combineranno e sintetizzeranno le voci precedenti, riducendole a un certo numero di punti strategici importanti ed onnicomprensivi. Questi darà ai nostri fratelli in Siria, un quadro chiaro di ciò che i nostri nemici stanno progettando e cosa dobbiamo fare per resistere, anzi quello che dobbiamo fare per costringere i nostri nemici a rispondere in maniera non pianificata.

 

In primo luogo, ci sono due punti, due linee rosse, su cui non ci può essere alcun dibattito, in Siria o altrove. Il primo è il governo sulla base della Shari’ah islamica, cioè stabilire uno stato islamico che governi secondo il libro di Dio e la pratica del suo Profeta, la pace e la preghiera siano su di lui, secondo l’interpretazione degli antenati e l’interpretazione dei loro successori. La seconda è non riconoscimento dei confini tra i nostri paesi islamici nastri dagli accordi Sykes-Picot.

 

Alla luce di quanto sopra, qui di seguito alcune raccomandazioni, ed eventi previsti per volontà di Dio.

 

Eventi previsti e in corso:

 

In primo luogo, la maggior parte dei nostri analisti si aspetta che la lotta in Siria duri lungo tempo, ed è quindi necessario approntare disposizioni necessarie per questo.

 

In secondo luogo, c’è attualmente il tentativo, crociato-isreliano-iraniano, di strappare il controllo o di distruggere gli impianti di fabbricazione di armi chimiche in Siria prima che  vengano sotto il controllo di coloro che questa alleanza criminale ritiene un pericolo per se stessa: Hezbollah dal punto di vista degli ebrei ed i crociati e i jihadisti dal punto di vista dei zoroastriani iraniani e dei Crociati. 

 

In terzo luogo, la potenza dei crociati  arriverà, inevitabilmente, sul territorio siriano, con pretesti diversi come il “mantenimento della pace” o il “proteggere gli ebrei” o il “proteggere la povera e innocente comunità alawita”.

 

In quarto luogo, ci saranno tentativi per dividere il territorio siriano al fine di tutelare la setta alawita in modo che essi possono servire da coltello crociato-ebraico-zoroastriano puntato alla gola dei sunniti siriani. Si tratta di un risultato che deve essere comabttuto.

 

In quinto luogo, la rivoluzione e i mujahidin sono bloccati nell’acquisire armi, mentre allo stesso tempo vengono forniti al regime alawita supporto militare, logistico e finanziario. 

Ci sono, naturalmente, una serie di ragioni per questo:

 

prolungare la guerra fino a quando l’obbietivo non sarà raggiunto;

dissanguare le riserve finanziarie del regime alawita;

trasformare le riserve finanziarie in braccia e armi per il regime, che potrebbe usarle contro il suo popolo per bombardare e distruggere;

sfruttare i l’arresto dei rivoluzionari, al fine di distruggere ciò che resta di esso.

 

Con il tempo, quando tutto sarà finito, tutte le armi in Siria saranno finite, e tutti i segni della civiltà saranno cancellati sarà pronta la strada per l’intervento militare in Siria, e per ridisegnare la mappa in conformità con i desideri dell’alleanza crociato-sionista-zoroastriana.

 

In sesto luogo, diverse contraddittorie forme di intervento si moltiplicheranno in Siria, che porteranno a grandi disaccordi tra le forze di opposizione, così come tra le unità di combattimento indipendenti di origine straniera che combattono sul campo di battaglia.

 

In settimo luogo, e con la trasformazione in un uno stato  “islamista”, “avvalendosi del supporto di Dio e con l’intenzione di stabilire il suo dominio sulla terra,” saranno portati al potere gli “islamisti secolari”, essendo il potere il loro obiettivo principale. In questo essi saranno incoraggiati dalle forze della congiura internazionale, ma a condizione che essi [gli islamisti] si oppongano con tutte le forze alla marea jihadista islamica che aspirano al califfato. Cosa succederà, in altre parole, è che gli pseudo-musulmani attaccheranno i musulmani, risparmiando così ai poteri infedeli la lotta contro se stessi. Naturalmente, questo gruppo è quello che accantona armi, per utilizzarle non contro gli alawiti ma contro il vero nemico, cioè quelli che desiderano attuare la regola della Shari’ah islamica.

 

Ottavo, dopo l’esaurimento o caduta del regime, l’alleanza sionista-crociato-zoroastriana e i suoi alleati in Siria, se possibile, sigilleranno tutte le frontiere per prevenire un afflusso di reclute jihadiste e qualsiasi tipo di supporto logistico per loro. Questo sarà un assedio e l’inizio di un confronto con quelli di loro presenti all’interno del paese.

 

Nono, gli interessi comuni di cui al punto otto si espanderanno fino a comprendere il governo della Fratellanza in Turchia, il cliente dei crociati in Giordania e dei suoi amici, Hezbollah libanese, il governo safavide in Iraq, il governo ipocrita nel Hijaz, il governo dei Fratelli Musulmani in Egitto, e gli altri che sono chiaramente con loro.

 

Decimo, insomma, forse i nostri fratelli in Siria saranno sottoposti a una pressione straordinaria. Ma tutto questo, Dio permettendo, si scontrerà con la grandezza del processo e la grandezza della responsabilità assunte per spingere la comunità di un miliardo e mezzo di musulmani verso la salvezza. E pochi sono quelli, purtroppo, meritevoli di tale credito.

 

Per quanto riguarda le raccomandazioni che si consiglia:

 

In primo luogo, una grande pazienza e fiducia solo in Dio e la dipendenza da Lui, Egli sia lodato ed esaltato. Egli infatti è portatore di successo e tutto consocie dei Suoi servi.

 

In secondo luogo, tenere gli occhi sull’obiettivo principale in qualsiasi momento, non importa quali siano le sfide. l’obiettivo è questo: l’annientamento degli alawiti, quindi l’istituzione della legge di Dio nella terra di Siria, in preparazione al più grande califfato su tutta la terra, e la rimozione di tutti gli ostacoli che vi si frappongono.

 

In terzo luogo, rendere le disposizioni e adottare le misure necessarie per ciò che seguirà la caduta o il rovesciamento del regime.

 

In quarto luogo, raccogliere la maggior quantità possibile di armi pesanti e non convenzionali e custodirle in sicurezza, in quanto vi sarà grande bisogno di loro in futuro.

 

In quinto luogo, aumentare ampiamente il reclutamento [di mujahidin] e in modo sicuro-sicuro che significa la possibilità di assumere grandi unità di combattimento per il servizio con Jabhat al-Nusrah, nella misura in cui non siano in contrasto con la legge di Dio, con le molte forze influenti in Siria, come le altre organizzazioni islamiche.

 

Sesto, lavorare per aumentare notevolmente l’afflusso di reclute in Siria, perché i confini saranno presto chiusi. Ma questo afflusso non deve richiedere lo svuotamento altri fronti dei combattenti.

 

In settimo luogo, tutte le forze di Ansar al-Sharia in tutto il mondo (in Tunisia, Egitto, Libia, Libano, Giordania, Yemen, e anche in Europa) devono agire in modo concertato in due modi:

 

In primo luogo, aumentare il numero di conferenze e attività relative alla predicazione, presa di coscienza, e comunicazioni massmediale. Vi è oggi una guerra mediatica contro i fratelli in Siria, fatta in particolare dal canale “al-Jazeera”. Questo canale di recente ha attribuito tutte le varie operazioni e le attività in Siria all'”Esercito siriano di liberazione”, è uno sforzo a livello di codice penale e di lavaggio del cervello degli spettatori e rende nullo il passato e il futuro della rivoluzione. Non lavorano per informare la comunità islamica della verità della lotta [in Siria], della sua natura globale e non solo limitato alla Siria.

In secondo luogo, lavorare per raccogliere il contributo e il sostegno per i nostri fratelli in Siria e garantire che li raggiungano, così come lavorare attraverso per sostenere l’attività di reclutamento e impegnarsi in manifestazioni che evidenzino il grado di interconnessione dei nostri interessi in tutto il mondo. Perché noi siamo una sola comunità, non divisa da confini geografici o di altro tipo. Tutti devono sapere che la questione della Siria è una questione fondamentale per noi, e che nessun partecipante in una cospirazione contro i fratelli non sarà mai risparmiato, non importa quanto lontano egli sia.

 

Ottavo, le unità militari e civili sostenitori della Jihad in Giordania, Iraq, Libano e Palestina devono essere pienamente preparate per la mobilitazione, se fosse necessario. Ciò significa che non vi possono essere attività pacifiche, come abbiamo indicato [al punto sette], senza che siano accompagnate dalla minaccia di far precipitare l’intera regione in una vasta guerra se i nostri fratelli in Siria siano assediati. Le dita devono essere sul grilletto. In effetti, questo punto è molto importante per stabilire un equilibrio della paura che consenta ai fratelli in Siria il supporto necessario per essere in grado di concentrarsi sulle loro attività all’interno del paese.

 

In tale ottica, i fratelli dello Stato islamico dell’Iraq, che Dio li rafforzi, vera profondità strategica per i fratelli in Siria, devono lavorare per evitare che i Safavidi abbiano una presenza sul confine orientale siriano. Devono assicurare un sostegno continuo logistico e prevenire i Safavidi dal consumare qualsiasi tentativo di assediare i fratelli in Siria, così come smettere di supportare via terra le iniziative che diminuiscano la pressione sugli alawiti nella parte occidentale della Siria.

 

Nono, le unità combattenti di al-Jabhat Nusrah, che Dio conceda loro la vittoria, e i loro alleati dovrebbero rivolgere il loro fuoco e i missili in direzione delle città alawite. Devono lavorare a sconvolgere la loro sicurezza e incoraggiarli a fuggire, in particolare quelli in possesso di ricchezza, portando così al crollo delle basi del regime. Questi ultimi, infatti, sono uomini d’affari alawiti, necessari per finanziare i diversi gruppi della Shabiha.

 

Decimo, le unità di combattimento di Jabhat al-Nusrah e i loro alleati dovrebbero lavorare per stabilire un ampio e unitario Consiglio della Shura e creare un comitato esecutivo per l’esecuzione dei lavori di governance, al fine di colmare il vuoto e gestire gli affari della gente nelle zone sotto il nostro controllo. In questo modo possono esserem forniti servizi e altre forme di aiuto, le persone possono essere istruite e illuminate sulla fede e l’Islam, e possono essere informate sul complotto internazionale contro di loro.

 

Undicesimo, creazione di un ufficio stampa che dovrebbe lavorare per Jabhat al-Nusrah e le unità di combattimento in Siria, alleate con esso, fornendo al popolo i fatti necessari. I media sono equivalenti a metà dell’esercito, e le guerre a volte sono condotte attraverso i mezzi di comunicazione. Questo uffici,  in grado di produrre trasmissioni locali, deve garantire che queste raggiungano ogni casa in Siria e consentano così che la verità giunga alle orecchie delle persone.

 

Dodicesima, spetta a tutti i predicatori e studiosi religiosi guidare e illuminare le comunità.

 

Tredicesimo, deve essere istituito un apparato professionale di intelligence per effettuare operazioni speciali: cioè, per pulire qualsiasi cosa sporchi il percorso nella creazione di uno stato islamico.

 

Quattordicesima, sollecitare i nostri fratelli in Jabhat al-Nusrah di prendere il controllo di aree geograficamente strategiche, anche spingerli a prendere caserme contenenti armi pesanti in modo da aumentare gli stock di armi convenzionali che saranno della massima importanza per il futuro.

 

Chiediamo a Dio Onnipotente che ci conceda il successo per mezzo di questi suggerimenti, per garantire ai nostri fratelli in Siria successo loro tramite, e concedere loro la vittoria, e stabilire il califfato, con il Suo permesso, a Lui la Gloria.