Siria. Nuovi stragi dei ribelli

47

SIRIA – Damasco 12/10/2013. Un nuovo rapporto di Human Rights Watch accusa le forze ribelli siriane di aver ucciso almeno 190 civili disarmati e di averne sequestrati oltre 200 in una serie di attacchi nella provincia costiera occidentale di Latakia il 4 agosto.

Il rapporto di 105 pagine, redatto sulla base di una ricerca fatta in zona, etichetta gli attacchi coordinati contro i civili in oltre dodici città come «crimini di guerra» spingendosi a definirli crimini contro l’umanità. I gruppi estremisti e quelli legati ad al-Qaeda, come lo Stato islamico dell’Iraq e della Siria (Isis), Jabhat al Nusra, Ahrar al- Sham, e altri, sono stati indicati come principali accusati di simili atrocità. Il rapporto Hrw tende a rafforzare la preoccupazione dell’Occidente che le forze ribelli siriane siano composte in maniera preponderante da elementi estremisti e jihadisti, spesso provenienti dall’estero; esattamente come successo in altri teatri di guerra negli anni passati. Se anche alcuni gruppi risultano parte dell’Esercito siriano libero, nessuno appartiene al Consiglio supremo militare, entità filo-occidentale guidata dal generale Salim Idris. Nel frattempo, le forze governative siriane, assieme ad Hezbollah, hanno riconquistato due sobborghi di Damasco, al- Thiabiya e Husseiniya, l’11 ottobre. Secondo l’opposizione siriana nell’operazione militare sono rimaste uccise almeno 70 persone. Nel nord della regione curda della Siria, intanto, i ribelli hanno ucciso cinque membri della Guardia Rivoluzionaria, corpo d’elìte iraniano, e ne hanno ferito altri due, stando a quanto riportato dall’agenzia iraniana Fars.