La guerra cyber di Damasco

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SIRIA – Damasco 06/09/2013. Cosa è il Syrian Electronic Army (Sea)? Uno dei gruppi della galassia pro – Assad che combatte on line?

Potrebbe. Ma il gruppo di hacker sotto questa sigla ho obiettivi sempre più ambiziosi e sofisticati secondo gli esperti. Questa interessante notizia è riportata da Foreign Policy. La Sea appare per la prima volta intorno al 2011, e finora si era limitata a semplici attacchi hacker verso siti web: recentemente quelli del New York Times, del Washington Post e quello del reclutamento per il Corpo dei Marine Usa. Nella primavera del 2013 ha però attaccato il feed Twitter della Associated Press, inviando un falso report su un attentato alla Casa Bianca; si è poi concentrato a disturbare i servizi di comunicazione basati sul web utilizzati dai ribelli siriani per evitare la geolocalizzazione da parte del regime. La loro abilità è poi andata crescendo: l’attacco al New York Times ha dato effettivamente il controllo di tutto il sito web del gruppo. Non è stato compiuto un attacco frontale, ma fatte modificando le informazioni nei database del Domain Name System tramite una società in Australia. La domanda che pone Foreign Policy è: come ha fatto la Sea a implementare le sua capacità invochi mesi? L’evoluzione del Sea riflette il più ampio panorama degli hacker siriani. Secondo Fp non è irragionevole sospettare che qualcuno più esperto di loro li stia aiutando: negli attacchi contro il Times, Twitter e servizi di comunicazione come Tango e Viber, il Sea è entrato nei conti e in altri dati dei sistemi delle società. Fp indica come principale indiziato l”Iran. Nel 2012, le forze iraniane avrebbero colpito la Aramco, e effettuato un massiccio attacco Ddos sui siti web di alcune banche americane mettendo nel panico l’intelligence degli Stati Uniti. Quello che si sa del Sea lo si è saputo grazie ad altri gruppi hacker. Anonymous ha fatto conoscere informazioni prese da un server Sea: il gruppo sarebbe composto da sostenitori solo in parte appoggiati dal governi di Damasco che possono ricevere un po ‘di sostegno da parte del governo e che non sono impermeabili. Gli Stati Uniti si starebbero preparando per una rappresaglia nel cyberspazio contro il regime siriano.