SIRIA. Conferenza di Monaco: nuove dinamiche tra Damasco, curdi siriani e potenze occidentali

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La dimensione europea delle relazioni con la Siria si è intensificata in modo significativo, soprattutto a margine della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, divenuta il principale teatro di incontri diplomatici multilaterali tra Damasco, Stati membri dell’Unione Europea e altri attori internazionali. Il Ministro degli Esteri siriano Asaad al Shaibani è arrivato a Monaco il 13 febbraio per partecipare alla 62ª edizione della Conferenza. 

A margine dei lavori al Shaibani ha incontrato la Presidente della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), Odile Renaud-Basso; i colloqui si sono concentrati sull’espansione della cooperazione economica e sul sostegno a progetti di ricostruzione post-conflitto. Parallelamente, il Ministro siriano dell’Istruzione Superiore e della Ricerca Scientifica, Marwan al Halabi, ha discusso con Abdul Hakim Issa, capo del Consiglio Economico Siriano-Europeo, una possibile cooperazione a sostegno dell’istruzione superiore e dell’espansione dell’istruzione tecnica in Siria. Le parti hanno esaminato il contributo delle competenze europee per affrontare i danni alle infrastrutture universitarie, inclusa la ristrutturazione di alloggi studenteschi ed edifici accademici. Al Halabi ha proposto la creazione di un comitato di coordinamento congiunto per preparare un accordo quadro di collaborazione.

In questo contesto, la Germania ha rappresentato uno degli interlocutori europei più attivi. Al Shaibani ha inaugurato il Consolato Generale siriano a Bonn, iniziativa definita una pietra miliare nell’espansione della presenza diplomatica siriana all’estero e volta ad alleggerire il carico dell’ambasciata a Berlino, gravata da numerose richieste consolari. Il Ministro siriano ha sottolineato le profonde radici culturali e umanitarie delle relazioni siriano-tedesche, rafforzatesi dopo la caduta del precedente regime, e ha annunciato un piano di riforma diplomatica con nuove aperture previste anche a Gaziantep, in Turchia, e a Gedda, in Arabia Saudita. A Monaco, al Shaibani ha avuto colloqui diretti con il Ministro degli Interni tedesco, Alexander Dobrindt, su sicurezza e coordinamento congiunto. Al contempo, il Ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha espresso disponibilità a sostenere la transizione politica siriana, definendo l’accordo con le SDF un passo importante verso una Siria unificata e inclusiva.

Anche la questione dei rifugiati siriani è stata il centro delle discussioni diplomatiche tra Siria e Germania. Dopo la caduta del regime baathista, il tema del loro rimpatrio è emerso come uno dei punti chiave del dibattito politico interno tedesco e, più in generale, europeo, assumendo rilevanza sia sul piano umanitario sia su quello strategico e politico. Il Direttore del Dipartimento Consolare siriano, Yaqub al Umar, ha invitato Berlino a considerare con attenzione la situazione dei rifugiati, avvertendo che rimpatri di massa aggraverebbero la crisi umanitaria. Il Segretario di Stato del Ministero federale per la cooperazione e lo sviluppo economico, Niels Annen, ha ricordato che centinaia di migliaia di siriani vivono in Germania e ha ribadito l’importanza di ripresa, ricostruzione e riconciliazione, auspicando relazioni sostenibili anche attraverso negoziati tra Siria e Israele.

La Francia ha assunto una posizione netta sul piano politico e umanitario. A margine della Conferenza di Monaco, il presidente francese Emmanuel Macron e il comandante delle SDF, Mazloum Abdi, si sono incontrati personalmente; il comandante curdo ha apprezzato l’impegno francese per un cessate il fuoco duraturo e il sostegno alla stabilità e agli sforzi antiterrorismo. In parallelo, al Shaibani ha incontrato il Ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot per discutere relazioni bilaterali e situazione regionale, ribadendo la necessità di rafforzare dialogo e cooperazione all’insegna della stabilità regionale. Una fonte diplomatica francese ha rivelato che Parigi ha predisposto i documenti legali per restituire alla Siria 32 milioni di euro di beni confiscati a Rifaat al Assad, zio di Bashar.

Dietro l’invito alle SDF si cela una strategia europea autonoma sulla Siria?

A Monaco, oltre alla tradizionale delegazione del governo siriano guidata dal ministro degli Esteri Asaad al Shaibani, hanno partecipato anche il comandante delle Forze Democratiche Siriane (SDF), Mazloum Abdi, e Ilham Ahmed, responsabile delle relazioni estere dell’Amministrazione Autonoma della Siria del Nord e dell’Est (AANES). Questa presenza congiunta è stata letta come un segnale diplomatico ambizioso; non più una Siria relegata alla gestione della crisi, ma un attore in grado di dialogare simultaneamente con diversi partner internazionali per definire il proprio futuro politico. Tuttavia, al di là delle dichiarazioni ufficiali, è emerso un significato strategico più profondonell’inclusione delle SDF nell’agenda di Monaco. Secondo analisi pubblicate su Syrian Observer, l’invito alle SDF non è stato un elemento casuale o puramente simbolico, ma un messaggio politico deliberato da parte di alcuni governi europei nei confronti sia di Damasco sia di Washington. 

In un contesto geopolitico segnato da crescenti tensioni tra Europa e Stati Uniti — soprattutto per l’esclusione europea dai colloqui Usa-Russia su questioni come la guerra in Ucraina e la sicurezza continentale — l’Europa ha cercato di ritagliarsi un proprio spazio d’influenza nella politica siriana attraverso un dialogo diretto con i curdi siriani, indipendentemente dalle dinamiche di Washington. 

Secondo questa interpretazione, mentre gli Stati Uniti spingono per una delegazione siriana unificata nelle trattative (inclusi incontri congiunti di Damasco e SDF negoziati su richiesta statunitense), certi governi europei, in particolare l’esecutivo francese, stanno sviluppando relazioni bilaterali autonome con le SDF, volte a garantire un proprio ruolo nella definizione del futuro della Siria e a bilanciare l’influenza russa e americana nella regione. 

Questa strategia europea è stata letta anche come reazione alla profonda cooperazione tra il nuovo governo siriano e la Russia, percepita da alcuni partner europei come contraria agli interessi europei di sicurezza — ad esempio per la presenza di basi russe in Siria e per l’insufficiente distacco di Damasco da Mosca, nonostante le aspettative create dopo la fine del governo precedente. 

Pertanto, alcuni commentatori hanno interpretato l’invito europeo ai rappresentati curdi come una conseguenza tangibile della nuova dinamica diplomatica, in cui l’Europa appare disposta a sostenere le SDF come controparte significativa e possibile contrappeso alle scelte del governo siriano e alla politica statunitense.

L’incontro “storico” tra Abdi, al Shaibani e Rubio

A margine della conferenza si è svolto un incontro definito “storico” dal Segretario di Stato americano Marco Rubio, al quale hanno partecipato il ministro degli Esteri Asaad al Shaibani e il comandante delle SDF, Mazloum Abdi. All’incontro erano presenti anche Ilham Ahmed, senatori statunitensi e il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan Al Saud.

Sebbene Abdi e Ahmed non fossero giunti a Monaco come parte di una delegazione siriana formalmente unificata, hanno preso parte agli incontri insieme ai rappresentanti del governo di Damasco, in un momento particolarmente simbolico. I dettagli del colloquio “storico” non sono stati resi pubblici, ma l’inviato speciale statunitense per la Siria, Thomas Barrack, ha pubblicato su X una foto dell’incontro accompagnata dalla frase: “Un’immagine vale più di mille parole: un nuovo inizio”. 

Secondo il Ministero degli Esteri siriano, i colloqui hanno riguardato i principali sviluppi nazionali e regionali, con particolare attenzione all’unità, alla sovranità e all’integrità territoriale della Siria. Gli Stati Uniti hanno ribadito il sostegno al governo siriano, al recente accordo di integrazione con le SDF e agli sforzi di Damasco nella lotta contro l’ISIS, affrontando anche il tema delle relazioni bilaterali e delle prospettive di cooperazione in vari settori. Al Shaibani ha affermato che il processo di integrazione delle SDF nelle istituzioni statali procede con successo, come confermato dagli incontri di Monaco, e ha ribadito l’intenzione del governo di proseguire nel percorso di unificazione nazionale e di superamento delle conseguenze della guerra. Ha inoltre sottolineato che la comunità curda è parte integrante della società siriana e che il decreto presidenziale n.13 del 2026 sui diritti civili mira a risolvere questioni irrisolte da decenni. Washington, ha aggiunto, sostiene il governo siriano, evidenziando in particolare il ruolo del presidente Trump. Rubio ha ribadito l’impegno americano a favore dell’unità e dello sviluppo economico della Siria, dichiarando la disponibilità a collaborare con uno Stato siriano forte, fondato sulle proprie istituzioni e sul proprio esercito.

Dopo l’incontro, Abdi ha scritto su X che la sua partecipazione a Monaco avveniva all’interno della delegazione ufficiale siriana e che erano stati esaminati i progressi sull’accordo di integrazione delle SDF. Tuttavia, tale affermazione è stata oggetto di contestazione.

Sul piano regionale, la Turchia non ha rilasciato commenti ufficiali sulla presenza di Abdi, ma la stampa turca ha espresso critiche, considerando che Ankara ritiene le SDF un’estensione del PKK, organizzazione ritenuta terroristica. Nello stesso periodo, il capo dell’intelligence turca İbrahim Kalın si trovava a Monaco e, secondo indiscrezioni riportate dalla rivista saudita Al Majalla, avrebbe potuto incontrare Abdi in modo riservato, ipotesi non confermata ufficialmente.

Parallelamente, una delegazione siriana guidata da al Shaibani ha incontrato membri del Congresso degli Stati Uniti, tra cui la senatrice Jeanne Shaheen, sempre alla presenza di Abdi e Ahmed. I colloqui hanno affrontato gli sviluppi in Siria e nella regione, la fase di transizione politica, la questione dell’occupazione israeliana, le prospettive di rimozione della Siria dalla lista statunitense degli Stati sponsor del terrorismo e la prosecuzione della cooperazione contro l’ISIS. Secondo fonti siriane, l’incontro ha rappresentato un dialogo serio e orientato al futuro. Al Shaibani ha inoltre incontrato la senatrice Elissa Slotkin per discutere gli sviluppi politici regionali e internazionali.

In conclusione, sul piano governativo, al Shaibani ha incontrato vari interlocutori, tra cui rappresentanti statunitensi e europei, sottolineando la volontà di riaffermare la sovranità e l’integrità territoriale della Repubblica Araba Siriana, nonché la cooperazione su sicurezza e contrasto al terrorismo. Tuttavia, l’edizione 2026 della Conferenza di Monaco avrebbe messo in evidenza un ruolo più tangibile delle forze curde siriane nel dialogo politico internazionale, percepito da alcuni come un tentativo europeo di preservare influenza autonoma nello scacchiere siriano. 

Cristina Uccello

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