La Siria chiede aiuto al Consiglio di Sicurezza delle NU

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SIRIA – Damasco. 07/03/14. Si sono abbassati i toni mediatici riguardo ad una guerra che sta diventando sempre più silenziosa, eppure in Siria si combatte quotidianamente contro un nemico internazionale costituito da gruppi misti di terroristi che attentano alla sovranità di uno Stato.

Non è importante schierarsi quanto non avere un atteggiamento di silenzio indifferente per una situazione che indirettamente coinvolge tutta la comunità internazionale. La Siria infatti si rivolge con una denuncia alle Nazioni Unite, inviata lo scorso mercoledì, per l’attacco israeliano nel Golan dove viene sottolineato che l’aggressione non fa altro che confermare che il governo sionista è direttamente coinvolto nel sostegno ai terroristi che combattono in Siria. La lettera ufficiale è stata inviata sia al Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon che al Presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni e esprime una condanna manifesta sulla violazione dell’accordo di disimpegno firmata nel 1974 e delle regole di diritto internazionale.  

Secondo quanto riportato da alcune agenzie siriane, le forze israeliane hanno sparato quattro missili durante le prime ore di mercoledì dalle colline di al-Sateh e al-Khwein nel Golan verso la scuola e la Moschea nella zona di al-Hamidiyeh in Siria. “Questa aggressione sottolinea ancora una volta la realtà del coinvolgimento diretto sionista nel supporto e sostegno ai gruppi terroristici e dimostra oltre ogni dubbio l’entità del coordinamento esistente tra il nemico sionista e quei gruppi” ha esplicitato nella lettera di reclamo il Ministro degli Esteri siriano. Sette membri delle forze di sicurezza interna e quattro civili sarebbero rimasti feriti durante tale attacco israeliano.

Diventa palese che Israele non intende allentare il suo intervento diretto a sostegno dei gruppi terroristici cercando così di distrarre la pressione esercitata su di loro dall’esercito siriano e di conseguenza destabilizzare la situazione e creare una nuova atmosfera di escalation della tensione in una zona definita cuscinetto tra le parti. Il Ministero degli Esteri ha inoltre affermato che il persistere di una strenua difesa di alcuni membri permanenti del Consiglio di Sicurezza nei confronti di Israele che impedisce di eseguire nei confronti dello stesso una condanna per il comportamento ostile, la violazione e le aggressioni ripetute secondo le soluzioni del Consiglio di Sicurezza, indebolirebbe la credibilità dello stesso come autorità competente per mantenere la pace e la sicurezza internazionale. Inoltre ha ribadito che la Siria afferma ancora una volta la sua richiesta al Consiglio di Sicurezza di imporre l’attuazione delle sue risoluzioni pertinenti, in particolare N. 242, 338 e 497, che rifiutano l’occupazione israeliana del Golan siriano e richiamare Israele al ritiro dai territori arabi occupati, compreso appunto anche il Golan siriano, sulla linea del 4 giugno 1967.

Il presidente siriano Bashar al-Assad è inoltre intervenuto per condannare Israele che starebbe reclutando militanti che nel frattempo si stanno raggruppando in Giordania posizionandosi tra la Siria e l’esercito israeliano sulle alture del Golan, sottolineando che la Siria andrà comunque a vanificare questa cospirazione sionista e che riuscirà a creare una zona simile a quella esistente nel Libano Meridionale. Afferma inoltre che i militanti di Yabroud saranno cacciati e che attualmente sono assediati dall’esercito regolare siriano. Smentisce invece le notizie riguardanti una possibile paventata invasione di Damasco da parte dei ribelli, che dichiara essere stata messa in circolazione solo allo scopo di tener alto il morale dei terroristi.