
Israele e Turchia hanno tenuto colloqui tecnici a Baku, in Azerbaigian, giovedì 10 aprile, per ridurre l’escalation delle tensioni in corso tra le due nazioni in Siria. Lo ha rivelato una fonte politica israeliana al quotidiano israeliano Haaretz, riferendo precisamente che Tel Aviv e Ankara sono impegnate in discussioni tecniche per istituire un meccanismo di prevenzione delle collisioni in territorio siriano, simile all’accordo esistente con la Russia. Il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha affermato che questi colloqui sono essenziali, poiché le operazioni in Siria necessitano di un sistema per prevenire i conflitti, date le operazioni aeree israeliane in corso nella regione. Fidan ha chiarito che queste discussioni sono incentrate esclusivamente sulla prevenzione degli scontri e non indicano alcuna normalizzazione delle relazioni tra le due nazioni.
Il Ministro degli Esteri turco ha dichiarato che Ankara sta tenendo colloqui tecnici con Israele in merito alla de-escalation in Siria, poche ore dopo che i media turchi, citando il Ministero della Difesa, avevano smentito tali colloqui. “Mentre conduciamo alcune operazioni in Siria, c’è bisogno di un meccanismo per evitare conflitti con Israele, che gestisce aerei in quella regione, simile ai meccanismi che abbiamo con gli Stati Uniti e la Russia”, ha detto Fidan alla CNN Turk mercoledì 9 aprile. Ha aggiunto che sono in atto comunicazioni tecniche per evitare incomprensioni tra gli elementi combattenti, aggiungendo che i team tecnici comunicano tra loro “quando necessario”. Ha sottolineato che i colloqui tecnici con Israele mirano solo a ridurre l’escalation del conflitto in Siria, non a normalizzare le relazioni tra le due nazioni. Fidan ha anche affermato che la Turchia non intende entrare in conflitto con nessun altro paese in Siria, non solo con Israele. La prima parte dei colloqui si è tenuta il giorno precedente nella capitale siriana Damasco. Lo ha riferito il Ministero della Difesa turco specificando di un incontro tra rappresentanti turchi e israeliani, nel corso del quale sono stati discussi i meccanismi per prevenire gli scontri in Siria; “tali incontri proseguiranno nei prossimi giorni”, ha aggiunto il Ministero della Difesa.
Durante i colloqui a Baku, la Turchia ha informato Israele di essere presente in Siria solo su richiesta di Damasco per rafforzare le capacità di difesa del nuovo esercito siriano e supportarlo nella lotta al terrorismo. Gli israeliani, da parte loro, hanno affermato di aver chiarito alla Turchia che la modifica dell’attuale distribuzione delle forze straniere in Siria, in particolare l’istituzione di basi turche nella regione di Palmira, è considerata una “linea rossa” e che la responsabilità di impedire qualsiasi minaccia a Israele dalla Siria ricade sul nuovo governo di Damasco. Ankara ha controbattuto invitando Tel Aviv a cessare immediatamente i suoi continui attacchi “provocatori” volti a minare l’integrità territoriale della Siria e a destabilizzarne la sicurezza e la stabilità, anche della regione. Così, il primo round di colloqui Turchia-Israele in Azerbaigian sulla questione Siria si è concluso senza alcuna intesa, secondo quanto riportato da Israeli Broadcasting Corporation. Tuttavia, entrambe le parti hanno concordato un secondo round di negoziati che si terrà il 19 aprile, sempre a Baku, in Azerbaigian, hanno riferito fonti locali.
Parallelamente all’incontro, nella sera del 10 aprile, è stato registrato che un grande convoglio militare proveniente dalla Turchia è passato attraverso la Siria e conteneva un arsenale di obici T-155, veicoli ACV e veicoli logistici. La Turchia sta preparando in sordina l’istituzione di basi concordate con il governo di Damasco. Infatti, l’altra base consegnata all’esercito turco da parte del governo siriano è nei pressi dell’aeroporto di Menagh, a nord di Aleppo, dove, secondo fonti locali, saranno schierati droni ed elicotteri turchi con alcune forze speciali.
Nonostante il fallimento del primo round di colloqui, entrambe le nazioni vedono il potenziale per un impegno diplomatico volto a promuovere una gestione multilaterale del dossier siriano. Resta da vedere se questa visione potrà tradursi in un equilibrio duraturo o se sarà solo un fragile compromesso temporaneo. Nel frattempo, il presidente siriano Ahmed al Sharaa è arrivato nella mattina dell’11 aprile in Turchia – accompagnato dal Ministro degli Esteri Asaad al Shaibani e dalla moglie Latifa al-Droubi, riporta l’Agenzia di stampa siriana SANA– per partecipare al Forum diplomatico di Antalya 2025 sul tema “Aderire alla diplomazia in un mondo diviso”.
Cristina Uccello
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