A Singapore la base per gestire la crisi ambientale

50

SINGAPORE – Singapore. 05/04/14. Singapore ha proposto di ospitare un centro di comando crisi regionale che potrebbe aiutare a coordinare gli sforzi dei governi dopo gravi calamità naturali. Fonte AP. A dirlo all’agenzia francese, il ministro della difesa di Singapore.

«Siamo rimasti ovviamente colpiti negli ultimi dieci anni dal numero di calamità che ci sono state» nella regione, ha detto Ng Eng Hen, citando terremoti, tsunami e tifoni dalle Filippine al Giappone. «Abbiamo riconosciuto nella prima fase critica 24, 48 ore, che per il Paese colpito dallea calamità è molto difficile reagire, mentre una centrale operativa può intervenire nel breve termine e impostare una C2 (comando e controllo)», ha detto il ministro, alle Hawaii per un incontro dei Paesi Asean. Quando arrivano le calamità naturali si interrompono le comunicazioni e i governi al centro del disastro naturale spesso vengono “travolti”, e non hanno la possibilità di gestire le offerte internazionali di aiuto, ha detto. «Nella discussione abbiamo capito di cosa c’era realmente bisogno, di un centro di crisi che si sappia muovere in tempo reale» ha detto.

Presso l’Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico raccolta a Honolulu, i ministri della difesa hanno accolto la proposta di Singapore per ospitare il centro di crisi alla base navale di Changi, Ng ha detto . L’ordine del giorno dei paesi Asean di questa settimana si è concentrata sul miglioramento della cooperazione per l’assistenza umanitaria e ha assunto nuova importanza a seguito di quanto accaduto al volo MH370. L’aereo Malese scomparso con 239 persone a bordo dopo il decollo da Kuala Lumpur l’8 marzo. Il Capo del Pentagono Chuck Hagel ha elogiato la proposta di Singapore per il centro di crisi per gestire le catastrofi naturali future, che dovrebbero aumentare di frequenza e di scala a causa del cambiamento climatico. «Questo potrebbe essere un luogo importante per le nazioni della regione a coordinare le risposte militari in caso di calamità ed è un’idea che stiamo andando avanti», ha detto Hagel. «Abbiamo sviluppato un concetto, che noi chiamiamo “plug and play”», ha aggiunto. «Abbiamo istituito terminali, da portare nei vostri sistemi, dove vengono inseriti dei dati e al momento necessario utilizziamo i dati per intervenire».