A difesa del patrimonio ittico mediterraneo

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ITALIA – Mazara del Vallo 28/5/13. Tunisia, Libia, Libano, Siria, Egitto, Algeria, Turchia e Malta sono questi i Paesi che hanno partecipato il 28 maggio, a Mazara del Vallo, alla riunione plenaria dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo.

Un altro incontro internazionale ha preceduto il meeting dell’Osservatorio: i rappresentanti della Commissione Agricoltura e Pesca del Parlamento Libico, rappresentata da Mohamed Saad (presidente della sotto-commissione Pesca del Parlamento Libico) hanno incontrato la Commissione Attività Produttive dell’Assemblea Regionale Siciliana. al meeting hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni regionali e del Mae italiano. I rappresentanti politici italo-libici hanno espresso pieno sostegno alla proposta di cooperazione nel campo della filiera ittica fra Sicilia e Libia proposta dall’Italia.  

All’interno del meeting dell’Osservatorio, è stato presentato il Rapporto 2012 sulla Pesca ed Acquacoltura. Oltre alle analisi italiane, il Rapporto ospita contributi provenienti dalla sponda sud del Mediterraneo; al suo interno vengono illustrate diverse iniziative per il rilancio del settore della pesca del Mediterraneo attraverso la cooperazione transfrontaliera. I dati presentati risultano essere preziosi perché elaborati sulla base del registro della pesca comunitaria (Fleet Register), si tratta di analisi e dati che non sono ancora a disposizione di molti organismi nazionali e internazionali. Per quel che riguarda il dato siciliano – italiano continua il processo di riduzione della pesca siciliana, rispetto agli anni Ottanta si è dimezzato il numero dei battelli da pesca siciliani. Inoltre per pescare un chilogrammo di pesce in Sicilia si consuma il triplo del gasolio rispetto al dato dell’Ue, scatta la necessità di una profonda innovazione nel settore tecnologico con pescherecci meno energivori, sistemi di pesca con minore impatto ambientale e con una incrementata sicurezza sul lavoro per i pescatori.  L’innovazione tecnologica ed una strategia marina condivisa fra i Paesi rivieraschi attraverso i principi della “Blue economy” possono garantire un utilizzo razionale, sostenibile, responsabile, e condiviso fra i Paesi rivieraschi, delle risorse ittiche che vanno salvaguardate. 

Alla “Blue Economy” nel Mediterraneo e nel Medio Oriente allargato, sarà dedicata la manifestazione che si svolgerà a settembre sempre a Mazara del Vallo ed intitolata “Blue Sea Land”.