SERBIA. Energia: il governo vuole puntare sull’eolico

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A Belgrado il governo continua a lavorare per ripianificare il sistema energetico del paese. Già a novembre si era deciso di puntare sull’intensificazione dei rapporti con l’Azerbaijan per il rifornimento di gas, in modo da ridurre la dipendenza energetica dalla Russia. Questa settimana invece l’esecutivo ha reso noto che a inizio 2023 verranno indette le prime gare d’appalto per la costruzione di parchi eolici nel paese.

Ad annunciarlo è stata la ministra dell’Energia Dubravka Đedović durante un incontro alla Camera di commercio americana a Belgrado: il governo intende adottare un piano di tre anni per attirare investimenti dall’estero; questo permetterebbe gradualmente di spostare la strategia energetica di Belgrado sulle fonti rinnovabili. Il tutto comunque farebbe parte di un maxi-piano da 920 milioni di euro per aumentare l’efficienza energetica del paese.

Per la Serbia quindi non si tratterebbe solo di ridurre le emissioni di CO2, ma anche e forse soprattutto di limitare la propria dipendenza energetica. Anche se i legami con Mosca non sono stati compromessi dall’invasione in Ucraina, la Serbia si ritrova circondata da paesi che sostengono le sanzioni imposte da Bruxelles.

Anche se l’Ungheria ha garantito il collegamento con gasdotto Druzhba, per Belgrado i rifornimenti dalla Russia sono costantemente a rischio.

Da qui probabilmente anche l’accelerazione del lavoro dell’esecutivo per la creazione di parchi eolici nel paese di area balcanica. Questo dovrebbe attirare l’attenzione dei partner europei, soprattutto per ridurre l’influenza della Cina nell’area. La Germania, ad esempio, ha già deciso di investire sull’eolico in un altro paese dell’area, la Bosnia Erzegovina. Lo stesso ora potrebbe avvenire anche in Serbia, anche se qui finora Berlino avrebbe per lo più puntato sull’accesso all’estrazione del litio, indispensabile per la produzione di batterie elettriche.

Insomma, l’atteggiamento di Belgrado nei confronti dei partner europei continua a essere ambiguo, soprattutto dopo l’invasione dell’Ucraina, ma questo non impedisce il fatto che la Serbia rimane un partner indispensabile per investimenti in campo energetico.

Carlo Comensoli

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