SERBIA. Durazzo sarà la “porta petrolifera” per Belgrado

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Martedì 23 marzo, nel corso di un’intervista all’emittente RTV Vojvodina Radio, il Presidente serbo Aleksandar Vučić ha reso noto che il governo di Belgrado è in contatto con i partner del Medio oriente per incrementare l’importazione di petrolio dall’area, misura necessaria a fronte della crisi energetica provocata dal conflitto in Ucraina.

Secondo quanto affermato nel corso dell’intervista, il transito avverrebbe attraverso il porto di Durazzo in Albania.

L’annuncio avviene a poco più di una settimana dalle elezioni generali del 3 aprile, in cui i cittadini serbi saranno chiamati alle urne sia per il rinnovo dell’Assemblea nazionale che per l’elezione del Capo dello Stato, carica per cui Vučić è in corsa per il secondo mandato.

Proprio nel corso della campagna elettorale Vučić si è trovato a dover affrontare il problema del posizionamento della Serbia per quanto riguarda il conflitto in Ucraina.

La questione energetica rappresenta uno snodo cruciale anche per Belgrado, visto che le sanzioni imposte da Bruxelles in seguito all’invasione russa di un mese fa colpiscono anche le compagnie russe che operano in Serbia.

La posizione di Vučić e del governo di Belgrado nei confronti della Russia è quantomai importante perché, oltre alla Bielorussia, la Serbia rimane l’unico paese europeo a essersi opposto all’applicazione di sanzioni contro Mosca, posizione presa invocando la difesa degli stessi interessi economici serbi, dopo un primo tentennamento.

Per quanto riguarda invece la questione dei rifornimenti di generi alimentari e di beni di prima necessità, secondo Vučić la Serbia non versa in gravi difficoltà che impedirebbero di soddisfare il bisogno interno: questo permetterebbe al governo di approvare l’esportazione di 31mila tonnellate di grano verso l’Albania. Questo aspetto faciliterebbe il dialogo con il governo di Tirana per il trasporto dei rifornimenti di petrolio da Durazzo.

Carlo Comensoli