
Dopo il colosso anglo-australiano Rio Tinto per l’estrazione del litio nella valle di Jadar, altamente contestata e controversa, l’australiana Strickland cerca oro in Serbia. Il progetto Rogozna Gold and Base Metals, situato nel distretto di Raška, nella Serbia meridionale nei pressi di Novi Pazar, si trova all’interno della Cintura Metallogenica Tetide, di importanza mondiale, che ospita molteplici e giganteschi giacimenti porfirici. Rogozna è un asset di livello mondiale che continua ad attirare l’attenzione degli investitori globali. Si basa su risorse significative pari a 7,4 milioni di once di oro equivalente, con un eccezionale potenziale di crescita e ulteriori scoperte, ha dichiarato Paul L’Herpinier, CEO dell’azienda. Strickland Metals ha inoltre annunciato una nuova importante scoperta nel sito di Kotlovy (parte di Rogozna) all’inizio di agosto, aggiungendosi come un ulteriore promettente elemento dell’enorme potenziale. L’industria mineraria serba ha registrato una crescita significativa e investimenti negli ultimi anni. Il paese è ricco di diverse risorse minerarie, tra cui rame, oro e litio, il che lo rende un attore chiave nel panorama minerario regionale.
La società mineraria Strickland Metals Limited, quotata all’ASX (Australian Securities Exchange), intende concentrarsi sull’esplorazione aurifera in Serbia dopo aver completato la vendita del suo progetto aurifero Yandal -da 400400 once di oro- nell’Australia Occidentale. Il progetto è stato venduto a Gateway Mining per 25 milioni di euro e l’accordo, concluso il 30 giugno, include 1,5 miliardi di azioni privilegiate convertibili di Gateway, secondo quanto riportato dai media australiani. Strickland distribuirà l’80% delle azioni convertibili ricevute di Gateway tra i suoi azionisti, che dopo la distribuzione (26 agosto) saranno convertite in azioni ordinarie, mantenendo una partecipazione del 15,7% in Gateway, pari a circa 300 milioni di azioni della società. Questo accordo, osserva il Sydney Morning Herald, consente a Strickland di realizzare il valore totale delle risorse di Yandal, stimato in 8,17 milioni di tonnellate di minerale con un contenuto di 1,52 g/t di oro. L’azienda può ora concentrare completamente i suoi sforzi esplorativi sul progetto polimetallico di Rogozna, che include principalmente oro e rame, ma anche quantità significative di zinco, argento e piombo.
Il progetto aurifero e di metalli di base di Rogozna si estende su circa 184 km quadrati e comprende quattro licenze di esplorazione. Ubicato a circa 400 km a sud di Belgrado, con l’accesso all’area che è facilitato da autostrade regionali e da strade e piste ben tenute all’interno dell’area del progetto. Strickland ha affermato che Rogozna potrebbe potenzialmente diventare uno dei più grandi giacimenti auriferi non sviluppati al mondo. La società a giugno dichiarava che quattro impianti di perforazione stavano perforando a Gradina per supportare una stima delle risorse minerarie iniziali, il cui rilascio è previsto per la fine del 2025, mentre altri due impianti erano attivi nei giacimenti di Shanac e Kotlovi a Rogozna, con un settimo impianto che stava per entrare in funzione. A Gravina se n’è aggiunto un altro a luglio. In più fori di perforazione è stato trovato oro ad alto tenore e vene aurifere. Invece ad aprile Strickland aveva annunciato di aver ottenuto un investimento di 2,8 milioni di euro dal gruppo minerario statale cinese Zijin Mining Group per accelerare il progetto Rogozna. Riavvolgendo ancora il nastro della vicenda, nell’aprile del 2024 Strickland aveva stipulato, grazie anche alla consulenza legale di Kinstellar, un accordo vincolante con ISIHC, la controllata di Ibaera Capital Fund -un gruppo di private equity con sede nelle Isole Cayman e uffici in Australia-, per l’acquisizione di Betoota Holdings per 32,5 milioni di euro. Betoota è proprietaria della serba Zlatna Reka Resources, che detiene il 100% del progetto Rogozna. Questa acquisizione ha segnato uno sviluppo significativo nel fiorente settore minerario serbo e testimonia la crescente attrattività del settore minerario serbo per gli investitori internazionali.
“Fin dalla scoperta del sistema porfirico su larga scala di Jezerska Reka nel 2023, siamo stati ansiosi di svelare la geologia promettente e di realizzare il tipo di scoperta di livello mondiale per cui la Serbia è rinomata” ha dichiarato l’Amministratore Delegato L’Herpiniere. Con 34,8 milioni di dollari australiani in liquidità al 31 marzo 2025, sostenuti da un ulteriore investimento strategico come detto da parte di Zijin Mining, la società dispone di fondi eccezionalmente ben finanziati per perseguire questa promettente opportunità.
La Serbia è nota per le sue significative riserve di oro e altri metalli preziosi. Belgrado è il secondo produttore di rame in Europa ed è una giurisdizione mineraria ben regolamentata, comprovata e consolidata, dotata di un moderno codice minerario, ritiene la società Strickland. Il complesso magmatico di Timok è una delle regioni più importanti, che ospita ingenti giacimenti di oro, rame e altri minerali preziosi. Anche i distretti minerari di Bor e Majdanpek sono noti per le loro ricche risorse minerarie. L’industria mineraria è diversificata e comprende l’estrazione di vari minerali, tra cui rame, oro, zinco e litio. Le recenti attività di esplorazione hanno individuato diversi siti promettenti, suscitando un crescente interesse da parte delle compagnie minerarie internazionali. Infatti, tra i principali attori del settore figurano aziende nazionali e internazionali, come Zijin Mining Group, Rio Tinto, Vale e ora Strickland Metals, ma anche Dundee Precious Metals e Kinross Gold oltre alla più grande società mineraria globale BHP. Il settore minerario in Serbia ha registrato una crescita robusta e impiega una forza lavoro considerevole, che può vantare di averla altamente qualificata, contribuendo in modo significativo al PIL del Paese; ha infrastrutture eccellenti, oltre a un regime fiscale estremamente favorevole, che include un’aliquota d’imposta sulle società del 15%.
Ciò grazie all’impegno del governo attraverso queste politiche che hanno ulteriormente stimolato la crescita. Va ricordato, infine, che nel luglio 2024, la Serbia ha firmato un Memorandum d’intesa con l’Unione Europea, creando un partenariato strategico su materie prime sostenibili, catene del valore delle batterie e veicoli elettrici.
Paolo Romano
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