
Il 13 agosto 2025, l’azienda israeliana Elbit Systems ha annunciato la conclusione di un importante contratto militare, per la fornitura di varie soluzioni di difesa, del valore complessivo di 1,635 miliardi di dollari –circa 1,4 miliardi di euro- con un paese europeo non specificato, della durata di cinque anni. Secondo i media israeliani, il Paese cliente è la Serbia. In seguito alla notizia, le azioni di Elbit Systems sono aumentate del 6% alla Borsa di Tel Aviv. Un accordo così rafforzerà ulteriormente la cooperazione non solo economica, ma anche politica tra questi paesi e più precisamente tra il presidente serbo Vučić ed il premier israeliano Netanyahu. Il progetto è in linea con la visione dell'”Esercito Digitale” delle Forze Armate Serbe e include anche la cooperazione industriale, rafforzando al contempo le capacità nazionali. A cavallo del nuovo anno, la Serbia aveva già acquistato droni e sistemi di artiglieria israeliani per 335 milioni di dollari.
Secondo un comunicato stampa di Elbit Systems –il più grande produttore israeliano del complesso militare-industriale- il contratto quinquennale prevede la fornitura al paese di due gruppi di prodotti. Il primo riguarda sistemi missilistici modulari multicalibro basati a terra PULS (Precise & Universal Launching System), nonché di un’ampia gamma di sistemi aerei da ricognizione senza pilota e munizioni circuitanti, dal raggio operativo a quello tattico, inclusi droni FPV. Il contratto include anche la fornitura di asset ISTAR (intelligence, sorveglianza, acquisizione di obiettivi e ricognizione) ad alta tecnologia, tra cui sistemi di intelligence radio ed elettronica e di guerra elettronica, e di sistemi di raccolta ed elaborazione di informazioni, sistemi elettro-ottici avanzati e sistemi di visione notturna, sistemi di modernizzazione e protezione dei veicoli da combattimento. La stessa società fornirà una soluzione completa per la digitalizzazione e il combattimento in rete basata su software di ultima generazione e hardware di comunicazione avanzato. Ciò include soluzioni di intelligence della suite di comando e controllo C4ISR. Questa soluzione integrata copre tutti i livelli operativi, dal quartier generale strategico dell’esercito al livello tattico, fino a ciascun veicolo da combattimento, riporta Livejournal.
La vicenda è stata ampiamente dibattuta sulla social sfera russa. Dato il riferimento ai missili, scrivono, si può presumere che il cliente sia un paese che possiede il MLRS israeliano Euro PULS. Tra questi figurano Danimarca, Serbia, Paesi Bassi, Spagna e Germania. Ma considerando i rapporti tesi e difficili in questo periodo con gli altri Paesi, la Serbia emerge con predominanza come acquirente. La Serbia è diventata il settimo cliente estero noto dei sistemi missilistici PULS dopo gli Stati appena citati e due Paesi non ancora resi noti (uno dei quali potrebbe essere la Thailandia, dove questo sistema è stato esposto in una versione “localizzata” con la denominazione D-11). L’acquisto dei sistemi PULS è stato approvato in via preliminare anche da Grecia e Austria. Il sistema missilistico multiuso multicalibro PULS, sviluppato e prodotto proprio da Elbit Systems, sta diventando un’alternativa sempre più visibile al sistema missilistico americano M142 HIMARS sul mercato mondiale, sia in considerazione del sovraccarico di ordini di HIMARS e dei relativi missili da parte di Lockheed Martin, sia per la sua indipendenza dalle restrizioni politiche americane sulle vendite di HIMARS. Inoltre, il sistema PULS è in servizio presso le forze di terra israeliane dall’inizio del 2024 (con il nome “Lahav”).
Va ricordato, come detto, che la Serbia aveva già firmato un contratto con Israele per l’acquisto di PULS e di grandi droni da ricognizione e attacco Hermes 900 da Elbit Systems (all’epoca, Elbit Systems non aveva ancora reso noto ufficialmente il nome del cliente), il che solleva la possibilità che l’ultimo contratto faccia parte di un piano più ampio per espandere le sue capacità militari nel contesto delle tensioni regionali. Il fatturato di Elbit Systems Ltd è cresciuto di un quinto: nel trimestre conclusosi, ammontava a 2 miliardi di dollari, il 21% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Inoltre, Elbit ha sottolineato l’espansione della propria presenza in Europa, dove ha creato un’infrastruttura produttiva, aperto filiali e stretto partnership strategiche. Secondo l’azienda, questa rete le ha consentito di concludere importanti contratti e rafforzare i legami con i clienti nella regione.
La stessa Belgrado a riprova dei crescenti stretti legami e commerci, ha esportato munizioni per un valore di 55,5 milioni di euro verso Tel Aviv nella prima metà del 2025, superando già il record stabilito nel 2024, come riporta Haaretz. Questo nonostante il recente annuncio di un blocco delle esportazioni di armi. Le spedizioni hanno coinciso con 16 voli cargo israeliani, che hanno coinvolto sia aziende serbe statali che private.
Paolo Romano
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