SERBIA. Accordi di cooperazione con l’Azerbaijan

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Belgrado continua a lavorare per mettersi al riparo dalla crisi energetica. Nelle ultime settimane, infatti, Vučić ha parlato della necessità di ridurre la dipendenza energetica dalla Russia. Più che una scelta politica, per la Serbia si tratta di una necessità, viste le politiche energetiche dei partner europei. Se la scelta è quella di guardare altrove per rifornirsi di energia, uno dei primi potenziali partner strategici è l’Azerbaijan. E infatti già in settimana i due paesi hanno siglato degli accordi di cooperazione bilaterale, durante la visita del presidente azero Ilham Aliyev in Serbia.

Tra i sette documenti firmati, uno è un memorandum per la creazione di un consiglio di partnership strategica tra i due paesi. «Ci sono ampi spazi per una cooperazione bilaterale» ha detto Aliyev, in conferenza stampa. Cooperazione che secondo il presidente dell’Azerbaijan riguarda «Il gas naturale e l’elettricità». Quella dell’omologo azero non era una visita di stato a Belgrado, ma il presidente serbo Aleksandar Vučić ha comunque annunciato che per la fine dell’anno si recherà a Baku per un nuovo incontro informale.

Non è la prima volta che Vučić fa riferimento a una possibile intenzione di collegare la Serbia al Tanap, il gasdotto trans-anatolico. Per il presidente serbo la collaborazione con Baku è inevitabile: «In 7-8 anni, l’Azerbaijan esporterà più di 35 miliardi di metri cubi di gas naturale l’anno; per questo stiamo lavorando per la costruzione di un collegamento tra Serbia e Bulgaria – ha detto Vučić al termine dell’incontro – Proteggeremo il nostro paese e sapremo sempre chi sono i nostri partner strategici; collaboreremo sempre con loro».

E della strategia del presidente serbo farebbe parte anche il litio, materia prima di cui il paese è ricco. A inizio anno il governo di Belgrado ha dovuto per forza optare per lo stop al progetto di una miniera nella valle di Jadar, viste le proteste della popolazione. Eppure, secondo Vučić «Non abbiamo gas naturale, ma abbiamo litio»: questo in riferimento alla concessione alla compagnia slovacca InoBat per la costruzione di un impianto per la produzione di batterie per veicoli elettrici in territorio serbo.

Per il progetto sarebbe in quota anche Rio Tinto, la multinazionale anglo-australiana che appunto voleva accedere ai giacimenti di litio in Serbia. Anche se a inizio 2022 Belgrado ha deciso di fare un passo indietro dal progetto, il litio rimane comunque potenzialmente una risorsa più che strategica per il paese.

Carlo Comensoli

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