Scesa la produzione di oppio afgano

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AFGHANISTAN – Kabul. La coltivazione del papavero in Afghanistan è aumentata anche nel 2012, ma la produzione stimata di oppio è calata del 36 per cento a causa di malattie delle piante e del cattivo tempo. Questi i dati forniti dalle Nazioni Unite.

L’area coltivata a papavero da oppio è aumentata del 18 per cento, nonostante gli sforzi maggiori per l’eradicazione compiuti dal governo di Kabul, secondo i dati Unodc, l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, pubblicati nella sua relazione annuale presentata il 21 novembre.

Mentre i prezzi dell’oppio è rimasta relativamente elevata, 196 dollari per chilogrammo, il valore dell’oppio prodotto è stata dimezzato a 700 milioni di dollari, in termini di Pil si è passati dal sette per cento del 2011 al quattro per cento nel 2012.

L’Afghanistan produce circa il 90 per cento dell’oppio mondiale, e i coltivatori di papavero sono “tassati” dai talebani che usano il denaro ricavato per finanziare la guerra santa contro il governo centrale e le forze NATO.

«Gli alti prezzi dell’oppio sono stati uno dei fattori principali che hanno portato all’aumento della coltivazione di oppio», ha ribadito il direttore esecutivo dell’Unodc, Yury Fedotov. I prezzi elevati costituiscono anche «un forte incentivo per gli agricoltori nell’avviare o riprendere la coltivazione del papavero nella prossima stagione», ha ribadito l’indagine Unodc. Fedotov ha chiesto uno «sforzo da parte del governo afgano e degli attori internazionali per contrastare la coltivazione illecita attraverso un approccio equilibrato di misure per lo sviluppo e l’incremento della legalità».

La relazione ha dimostrato che la coltivazione è aumentata, nonostante «un significativo aumento del 154 per cento nella politica di eradicazione del governo»; 154 per cento sta ad indicare che quasi 10mila ettari di terra coltivata a papavero sono stati ripuliti.

La maggior parte della coltivazione di papavero, il 95 per cento, si è concentrata nelle province meridionali e occidentali, quelle ove è più forti è l’insicurezza sociale e ove dilaga la criminalità organizzata: «Questo dato conferma il legame tra l’insicurezza e la coltivazione di oppio osservato dal 2007″, si legge nella relazione.

Stando ai dati statunitensi e afgani, il traffico di oppio rende ai talebani almeno 100 milioni di dollari l’anno. Di fatto la coltivazione di papavero svolge anche un ruolo basilare nella dilagante corruzione che affligge la vita afgana a tutti i livelli, dalla vita di quartiere al governo nazionale.