USA. Scenari e assetti geopolitici della Nuova America

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Puntata speciale di RISIKO, con Antonio Albanese e Graziella Giangiulio, direttore e condirettore di AGC Communication, con la partecipazione dell’on. Matteo Perego (FI), Commissione Difesa della Camera; dell’on. Simone Billi (Lega), Commissione Esteri della Camera; di Andrea Merlo, analista di politica internazionale. Il podcast della puntata può essere ascoltato cliccando qui.

In questo speciale di Risiko abbiamo cercato di delineare i futuri scenari geopolitici che si potrebbero determinare a seguito dell’elezione del nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Gli USA rappresentano da sempre l’ago della bilancia nell’ambito delle dinamiche internazionali, dunque la politica del nuovo inquilino della Casa Bianca cambierà inevitabilmente lo scacchiere geopolitico. Dai rapporti con l’Unione europea, agli equilibri in Medio Oriente, allo scontro con la Cina, al ruolo della NATO, alle relazioni con l’America Latina, quali sono le differenze più evidenti tra la politica estera repubblicana di Donald Trump e quella democratica di Joe Biden?

Attraverso i contributi politici e tecnici forniti dai nostri ospiti, abbiamo analizzato le diverse dinamiche possibili, partendo dalla gestione della politica internazionale degli ultimi quattro anni messa in atto dal Presidente Trump. Un’indagine che, ad ogni modo, ha dovuto tenere conto della difficile, quanto incerta, situazione interna americana.

Per la prima volta, a distanza di tre giorni dal voto, gli USA non sono ancora riusciti a decretare il nome del loro nuovo presidente, e già si preannuncia un’aspra e lunga campagna di ricorsi che logorerà il Paese almeno fino a gennaio.

Quella che doveva essere la “nuova America”, in realtà appare un’ America divisa in due, dal punto di vista sociale ed economico. Una frattura che, al di là dell’esito del voto, sarà difficile da ricucire nel breve periodo. E ancora una volta i sondaggi, che davano la vittoria del candidato democratico come quasi certa e con un margine di vantaggio molto elevato, hanno sbagliato le loro proiezioni.

La riprova che continua a persistere uno scollamento tra i cittadini e chi dovrebbe monitorare gli umori sul territorio. Ad ogni modo, queste elezioni hanno segnato una partecipazione popolare senza precedenti e, a prescindere dal nome del vincitore, il prossimo presidente sarà più votato nella storia degli Stati Uniti d’America.

Cristina Del Tutto