Scandalo Facebook in Marocco

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MAROCCO – Marrakech. Nelle ultime due settimane, una pagina di Facebook chiamata “Scoop Marrakech” sta terrorizzando le ragazze da Marrakech. Nonostante il suo proprietario sia stato arrestato, continuano ad essere pubblicate foto “compromettenti”. Si tratta di foto scattate in scuole, piscine, bar e anche durante feste private, compleanni o matrimoni; nella stragrande maggioranza dei casi, fatte le debite  eccezioni, sono foto banali, ma i commenti sulle foto sono pesanti. Le ragazze in queste foto sono chiamate “prostitute” e vengono spesso dati i nomi, gli indirizzi e le attività delle stesse. In alcuni giorni, la polizia di Marrakech è riuscita a individuare e arrestare il primo sospetto, ma l’indagine è ancora aperta.
Il 23 gennaio 2013, la polizia è andata a casa di una famiglia nel quartiere di Al-Massira alla ricerca di M.A.Z., ventunenne disoccupato e «drogato di internet» come riferisce la stessa polizia. Nel  portatile dell’arrestato, oltre che nel telefono e  su diverse unità flash Usb sono stati rinvenuti i file al centro dell’indagine. Le motivazioni non risultano chiare perché, come riportato dal settimanale marocchino TelQuel, M.A.Z. non soffre di alcun disturbo psicologico e non ha alcun problema con il sesso opposto; non ha nemmeno agito per vendetta.
Ma come ha fatto ad acquisire le loro foto? Secondo le fonti di polizia riportate da TelQuel M.A.Z.: «Ha preso solo alcune delle foto. Ne ha rubato la maggior parte da altri siti web e da Facebook in particolare. “Scoop Marrakech” è aperto a tutti, e ogni utente può pubblicare le immagini e lasciare commenti».
Di fronte alla continua pubblicazione di foto sul sito,  non si esclude la possibilità dell’esistenza di complici che continuino ad alimentare la pagina. Lo scandalo scoppiato continua a mantenere la popolazione di Marrakech con il fiato sospeso.
Infatti dopo l’arresto di M.A.Z., “Scoop Marrakech” continua a farsi beffe dei servizi di sicurezza marocchini: il 25 gennaio, due giorni dopo il suo arresto, la pagina ha pubblicato 3 minuti di filmato che mostra due persone impegnate in petting pesante in un luogo pubblico.
Ma non basta: “Scoop Marrakech” è stato emulato.
Pagine simili con lo stesso nome si sono moltiplicate con esattamente lo stesso contenuto. Questo fatto rende difficile sia per i ricercatori che per gli specialisti del reparto creato ad hoc il 16 dicembre 2012  l’analisi. Le autorità non riescono a stare al passo con il proliferare del fenomeno e sono in trattative con Facebook per falde chiudere, mentre il fenomeno è migrato anche su Youtube. Quel che è peggio il fenomeno è diventato una tendenza di moda che oltre Marrakech. Ci sono numerose pagine di Facebook originate non in Marocco e presentate come pagine dei giovani marocchini. Nel frattempo, le prime vittime di “Scoop Marrakech” vivono tempi difficili, alcune di queste ragazze, infatti, riporta TelQuel, si rifiutano di andare a scuola o addirittura in strada per paura di essere insultate. In questo clima generale di paura, tutti sospettano tutti: chiunque giri armato di macchina fotografica o di telefono cellulare con fotocamera in luoghi aperti al pubblico è un sospettato. Diversi pubblici ministeri in altrettante città hanno aperto indagini sulle pagine di Facebook sorte nelle ultime settimane simili a “Scoop Marrakech.”