SBK. 2013 stradale

48

ITALIA – Roma. La stagione in corso del mondiale Superbike, Supersport e Superstock 1000cup sta mettendo in luce i frutti dell’accordo dello scorso autunno, siglato tra la Federazione Motociclistica Internazionale e la Superbike Commission, volto ad avvicinare ulteriormente le competizioni delle derivate di serie, ai modelli acquistabili presso i concessionari.

Il cambiamento più evidente è l’introduzione della possibilità di effettuare un vero e proprio pit-stop durante la gara nell’eventualità le condizioni climatiche cambino bruscamente rendendone impossibile la prosecuzione. Non assisteremo più all’interruzione della gara con bandiera rossa e l’assegnazione di metà punteggio o punti pieni in base all’avvenuto oltrepassamento della soglia di metà dei giri. La stagione corrente vedrà infatti un cosiddetto “flag to flag” che permetterà di apportare modifiche alla configurazione del mezzo e cambiare il treno di gomme, senza fare rifornimento. Ad aumentare la spettacolarità, contenere i budget e riportare forse la competizione ad altre epoche, provvederà il limite massimo di tre meccanici per gli interventi, senza ulteriori collaboratori, coadiuvati, se necessario dal solo pilota. In questi passaggi vigerà l’obbligo del cavalletto meccanico, restando concesso l’avviatore esterno per il motore, singolare eccezione che non permetterà neanche quest’anno al pilota di riavviare autonomamente la propria moto e ripartire in caso di scivolata.

La griglia di partenza è ora composta da soli 3 piloti per ciascuna fila dello schieramento, forse il cambiamento più lampante rispetto alla precedente stagione che ne vedeva 4, con evidenti riscontri sulle prime curve del tracciato. Così come, soluzione già sperimentata da Kawasaki alla fine della scorsa stagione, le moto dovranno avere i fari disegnati, somigliando ulteriormente all’esemplare di serie dal quale derivano, con una luce posteriore da accendere in caso di scarsa visibilità. Sempre venendo incontro al mercato, finisce l’epoca delle ruote da 16’’ in materiali compositi; come su strada, ora si guida con ruote della misura standard di 17’’, obbligatoriamente in alluminio per tutte e tre le categorie. Introdotta infine, come in MotoGp, la protezione della leva del freno anteriore, in modo da evitare pinzate accidentali da contatto con altre moto.

Il nuovo regolamento in tema di peso minimo, sembra venire incontro a Ducati e alla sua innovativa Panigale. Quest’anno infatti, senza distinzione di frazionamento del motore – 2, 3 o 4 cilindri – tutte le moto in gara dovranno rispettare il peso minimo di 165 kg. Niente più zavorra di 6kg per le bicilindriche, sostituita da un sistema di compensazione delle prestazioni, che interviene ogni tre gare asciutte, aggiungendo peso alla moto che fa registrare il maggior distacco, per riequilibrare la competizione nelle gare successive. Il limite massimo per quest’anno sarà di 171 kg, non più 174kg come nella scorsa stagione; arrivati alla soglia limite, verranno infatti adottati gli “air-restrictor” sui condotti d’aspirazione del motore per limitarne l’erogazione.