SANZIONI. Il possibile blocco sui diamanti russi rischia di essere un flop

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L’industria indiana della lucidatura dei diamanti è in attesa di dettagli da parte dei paesi sviluppati dopo l’annuncio di un divieto ampiamente atteso sulle importazioni russe di pietre preziose all’inizio di questo mese.

Il G7, insieme all’UE, ha dichiarato che metterà al bando i diamanti non industriali provenienti dalla Russia a partire da gennaio. Seguirà il blocco delle importazioni da paesi terzi di diamanti originari della Russia a partire da marzo e l’implementazione di un sistema di tracciabilità a partire da settembre, riporta Nikkei.

La Russia è il più grande produttore mondiale di diamanti grezzi, controllando il 30% del mercato, mentre i territori del G7 acquistano il 70% dei diamanti lucidati del mondo.

Le discussioni su tale divieto sono in corso da oltre due anni e l’industria indiana, che lavora 14 diamanti su 15 nel mondo, si sta adattando al cambiamento, seppur con molte preoccupazioni.

In Belgio viene commerciato l’86% di queste pietre, che poi viene inviato in India per essere lavorato prima di venderle ai gioiellieri.

Il divieto iniziale riguarderà solo i diamanti di peso superiore a 1 carato. Da settembre, però, il divieto si estenderà ai diamanti superiori a 0,5 carati. L’India ricava il 10% dei ricavi dalle esportazioni di merci dall’industria delle gemme e dei gioielli, che impiega 5 milioni di persone. Ogni anno esporta pietre tagliate e lucidate per un valore di 23 miliardi di dollari, in gran parte dal centro diamantifero di Surat, a ovest del paese.

Secondo i piani dell’UE, il sistema di tracciabilità imporrà la registrazione di ciascun diamante e l’emissione di un certificato di origine che gli importatori dovranno presentare.

L’industria indiana sta cercando chiarezza da parte del G7 “su come avverrebbe il tracciamento dei diamanti, che tipo di software verrebbe utilizzato per farlo, che tipo di diritti di accessibilità al software otterrebbero i tagliatori e i lucidatori e se anche le informazioni sul cliente verranno tracciate.”

L’India è stata in stretto contatto con il team tecnico del G7 e che difficilmente il G7 estenderà il divieto ai diamanti inferiori a 0,5 carati, cioè la maggioranza di quelli lavorati in India; l’impatto delle restrizioni potrebbe essere più modesto di quanto previsto.

L’India, poi, non importa direttamente diamanti dai paesi produttori, ma attraverso vari centri di miscelazione – dove pietre provenienti da diversi paesi vengono unite insieme prima di essere inviate alla lavorazione – come Anversa in Belgio, Emirati Arabi Uniti, Israele e Irlanda.

Lucia Giannini

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