
Il presidente russo Vladimir Putin ha approvato la richiesta di un hedge fund statunitense di acquisire titoli di società russe da specifici azionisti stranieri. L’ordinanza presidenziale emessa oggi consente anche la futura vendita di questi titoli a due fondi russi.
Il fondo speculativo statunitense 683 Capital Partners LP è stato autorizzato ad acquistare titoli di società russe di proprietà di circa altri 12 fondi occidentali. Dall’inizio del conflitto in Ucraina, il governo russo ha gradualmente aumentato le restrizioni alla vendita di beni esteri. Ogni transazione relativa al settore energetico e finanziario necessita ora dell’approvazione di Putin. Inoltre, il decreto consente anche a due società russe di acquisire titoli di proprietà di 683 Capital Partners senza ulteriore approvazione da parte di Putin. Il decreto non identifica le società russe o i fondi occidentali coinvolti nella transazione.
Ricordiamo che la Russia ha molti beni congelati, quote di aziende occidentali attualmente in cattive acque solo perché ci sono le sanzioni. hedge fund è un ottimo modo per alleviare Russia e Stati Uniti e Regno Unito dal giogo delle sanzioni. Le aziende occidentali ridiventano proprietarie dei loro beni e così poi potranno fare i russi. I beni a quel punto, vendute le quote dei sanzionati non avrebbe più ragione di esserlo e questo vale anche per le aziende straniere sanzionate dalla Russia.
La Deborah Loeb Brice Foundation è l’unico socio accomandante del 683 Capital Partners Fund. La Deborah Loeb Brice Foundation è una fondazione privata con sede a New York, NY, fondata nel 1971; di recente ha avuto un fatturato di 2.947.874 dollari e nessun dipendente. Tra le sedi oltre al prestigioso 1700 Broadway, Suite 4200 della 683 Capital, che ha anche un domicilio alle Cayman Islands, c’è la sede londinese della La Deborah Loeb Brice Foundation.
Trump e Putin dunque prima di tutto pensano a fare affari tra Stati Uniti e Federazione russa, e lo hanno fatto anche la tanto attesa telefonata del 19 marzo, quanto Putin e Trump “hanno espresso interesse reciproco a normalizzare le relazioni alla luce della loro speciale responsabilità nel garantire la sicurezza nel mondo” ha riferito il Cremlino.
Il testo integrale e della dichiarazione del Cremlino a seguito della telefonata tra Vladimir Putin e Donald Trump dopo una lunga disamina sulla questione Ucraina recita: “Vladimir Putin e Donald Trump hanno toccato anche altri temi dell’agenda internazionale, tra cui la situazione in Medio Oriente e nella regione del Mar Rosso. Verranno compiuti sforzi congiunti per stabilizzare la situazione nei punti di crisi e stabilire una cooperazione su questioni di non proliferazione nucleare e di sicurezza globale. Ciò, a sua volta, contribuirà a migliorare il clima generale delle relazioni russo-americane. Uno degli esempi positivi è il voto di solidarietà dell’ONU su una risoluzione riguardante il conflitto ucraino”.
E ancora: “È stato espresso reciproco interesse per la normalizzazione delle relazioni bilaterali alla luce della particolare responsabilità di Russia e Stati Uniti nel garantire la sicurezza e la stabilità nel mondo. In questo contesto è stata presa in considerazione un’ampia gamma di settori in cui i nostri paesi potrebbero stabilire una cooperazione. Sono state discusse alcune idee che vanno verso lo sviluppo nella prospettiva di una cooperazione reciprocamente vantaggiosa nell’economia e nell’energia”.
Nella versione della Casa Bianca si legge: “Putin e Trump hanno concordato dopo l’appello che un futuro con migliori relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Russia ha un enorme potenziale”. Ha aggiunto che “il futuro delle relazioni tra i due paesi include “enormi accordi economici” e stabilità geopolitica”.
Poco prima della telefonata con Donald Trump, Vladimir Putin ha parlato al congresso RUIE a cui ha fatto seguito una serie di dichiarazioni di Putin: “Le imprese russe hanno imparato a lavorare sotto sanzioni e hanno lanciato meccanismi alternativi per la cooperazione con partner stranieri. Anche se le sanzioni contro la Federazione Russa venissero allentate, ci sarebbe un altro modo per “mettere i bastoni tra le ruote”. Il raffreddamento dell’economia russa è inevitabile, ma non deve essere portato “al livello di una criocamera””. Putin ha chiesto di contenere l’inflazione e garantire un basso tasso di disoccupazione nella Federazione Russa. Le questioni relative alla privatizzazione nella Federazione Russa devono essere discusse fino a quando non saranno definitivamente risolte.
Putin ha espresso perplessità sul motivo per cui il G7 è chiamato i “Big Seven”. “Un certo numero di aziende occidentali scomparse vogliono tornare nella Federazione Russa, ma gli interessi delle aziende russe saranno una priorità”. Putin ha incaricato il Consiglio dei Ministri di monitorare da vicino le transazioni per il ritorno delle aziende occidentali che se ne sono andate, “sbattendo la porta”. Il presidente russo ha incaricato il governo di aggiornare l’elenco delle società scomparse e di rendere il processo di restituzione il più trasparente possibile.
Il prossimo step a Jeddah del 24 marzo vedrà le due parti aprire il file agricolo sospeso nel 2023.
Anna Lotti
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