SALUTE. Cuore e Sindrome di Brugada, nuova scoperta in Romagna

177

Un fondamentale passo in avanti nella lotta alla Sindrome di Brugada arriva dalla Romagna.

Porta la firma dell’équipe di Aritmologia di Maria Cecilia Hospital a Cotignola, struttura sanitaria d’alta specialità del Gruppo GVM Care & Research, lo studio, da poco pubblicato sulla prestigiosa rivista American Journal of Cardiology, che conferma l’attendibilità di un parametro ECG – chiamato dST-Tiso – nel predire «l’inducibilità di aritmie ventricolari fatali in pazienti con Sindrome di Brugada non accertata».

«La Sindrome di Brugada – spiega il dottor Saverio Iacopino, direttore del Dipartimento di Aritmologia ed Elettrofisiologia a Maria Cecilia Hospital – è una patologia, molto rara, la cui incidenza è stimata in 5 casi ogni 10mila individui. La maggior parte dei pazienti con diagnosi di Brugada non presenta sintomi e quando si va all’esame clinico non riporta storie di sincope o arresto cardiaco rianimato e non evidenzia difetti del cuore. Da qui la difficoltà nel prevedere aritmie fatali».

A esserne colpiti sono in prevalenza persone tra i 30 e i 40 anni d’età (8 volte più frequenti negli uomini); seppur in presenza di alcuni fattori di rischio possono altresì riguardare soggetti più giovani o pediatrici.

«Già nel 2020 – precisa il dottor Iacopino – abbiamo pubblicato i primi risultati inerenti il parametro menzionato, identificato grazie all’analisi di un campione di pazienti che non mostravano il pattern (lo schema, ndr) tipico della Sindrome (EGC compatibile, familiarità e storia personale di sincope) e sui quali siamo intervenuti effettuando l’esame tramite l’utilizzo di farmaci specifici mirati a bloccare i canali del sodio. Nei soggetti affetti dalla patologia questi farmaci concorrono a mettere in luce il segno di Brugada, vale a dire l’onda del tracciato strettamente correlata alla Sindrome. Da qui, a distanza di 24 mesi, la pubblicazione dei dati derivanti da un primo follow-up con la conferma che un valore del parametro dST-Tiso superiore a 300 millisecondi è un chiaro predittore per le aritmie ventricolari: sensibilità pari al 92% e specificità oltre il 90%, pertanto a livelli molto elevati d’accuratezza sotto il profilo diagnostico».

La ricerca promossa dall’Aritmologia di Maria Cecilia Hospital punta ora alla creazione di una rete di professionisti interessati al progetto. E ciò pure in virtù dei successi già ottenuti “sul campo”.

A un anno dalla rilevazione, 5 pazienti con l’intervallo dST-Tiso positivo – superiore a 300 millisecondi – su un panel di 76 individui in esame, sono realmente andati incontro ad aritmia ventricolare trattata per mezzo del defibrillatore: in altre parole sono state salvate 5 vite. Cinque soggetti asintomatici che diversamente sarebbe risultato piuttosto complicato identificare e trattare in via preventiva.

«Questa scoperta – conclude Iacopino – porta a dire come il test farmacologico dovrebbe essere eseguito di routine nei familiari delle vittime per morte improvvisa senza spiegazione e nelle persone con EGC – elettrocardiogramma – sospetto per Sindrome di Brugada. Il parametro dST-Tiso potrebbe divenire utile nello screening preliminare di tipo non invasivo nei soggetti asintomatici con pattern EGC Brugada dubbio o transitorio. Fermo restando il lavoro di raccolta delle informazioni, tutte, disponibili attraverso l’impiego dello strumento diagnostico più semplice oggi a disposizione degli specialisti aritmologi: l’elettrocardiogramma».

Marco Valeriani